Rassegna, 31 gennaio 2012
I deputati si tagliano 1.500 euro lordi dagli stipendi
• Ieri è stato ratificato dall’ufficio di presidenza della Camera il taglio degli stipendi dei deputati. Unici a votare contro quelli dell’Idv e astenuti i leghisti. I deputati subiranno una decurtazione delle competenze loro spettanti: il taglio oscilla tra i 1.250 e i 1.500 euro lordi se si calcolano anche la diaria (-500 euro) e l’indennità lorda (-500 euro). Dal 10 marzo, poi, gli onorevoli dovranno giustificare «con apposita documentazione» almeno la metà della somma mensilmente ricevuta (1.845 dei 3.690 euro) per i portaborse ma anche per le spese di segreteria e di propaganda politica. La novità più rilevante è il passaggio dal sistema previdenziale retributivo a quello contributivo. Addio, dunque, ai vitalizi che valevano il triplo delle pensioni ora previste a partire dai 60 anni (due legislature) o dai 65 anni (una legislatura). Anche se già 22 i deputati hanno presentato ricorso al consiglio di giurisdizione presieduto da Giuseppe Consolo. Inoltre, al presidente dell’assemblea, ai vicepresidenti, ai questori, ai segretari e ai presidenti di commissione verranno tagliate del 10 per cento le indennità aggiuntive di funzione con una rinuncia che oscilla tra i 700 e i 350 euro al mese. [Martinaro, Cds] Le regole cambiano anche per i dipendenti di Montecitorio, passano al contributivo pro-rata: ci vogliono 66 anni d’età per la pensione di vecchiaia e 67 dal 2021, per quella anticipata occorrono 41 anni di anzianità per le donne e 42 per gli uomini. [Schianchi, Sta]