Rassegna, 27 gennaio 2012
Blitz della Digos, arrestati 26 No Tav
• Ieri mattina la Digos di Torino ha arrestato 26 persone (di cui due ai domiciliari), ha decretato l’obbligo di dimora per 15 persone e un divieto di dimora a Torino e indagato 11 persone a piede libero. L’azione è stata coordinata dai pm Giuseppe Ferrando e Manuela Pedrotta. Reati ipotizzati: violenza privata, lesioni, danneggiamento e resistenza aggravata in concorso. Fatti avvenuti il 27 giugno scorso, durante il rapido sgombero del presidio No Tav della Maddalena di Chiomonte, e il 3 luglio, quando il movimento contrario alla linea ferroviaria Torino-Lione tentò (invano) di assediare il cantiere, appena protetto da un fragile sistema di recinzioni. Tra le forze dell’ordine (polizia, carabinieri, Finanza e Forestale) ci furono, complessivamente, 220 feriti. Dal 23 maggio scorso sino all’8 dicembre, le manifestazioni violente sono state 18, con altre decine di feriti, compresi numerosi manifestanti. Tra gli arrestati, uno dei fondatori delle Brigate Rosse, il milanese Paolo Maurizio Ferrari, 66 anni, scarcerato dopo 30 anni nel 2004; l’ex Prima Linea Antonio Ginetti, 60, di Pistoia; un consigliere comunale di Villarfocchiardo (Torino), Guido Fissore, di 66. Tra gli indagati, Stefano Latino, 19 anni, figlio di Claudio, brigatista rosso di Seconda Posizione (in cella dal gennaio 2007), e un funzionario di Rifondazione Comunista di Torino, Andrea Vitali. Va in cella anche Tobia Imperato, 59, torinese, uno degli esponenti più in vista dell’anarco-insurrezionalismo. Poi uno dei leader del centro sociale torinese Askatasuna, Giorgio Rossetto, 49, accusato (tra l’altro) di aver lanciato un estintore contro gli uomini dei reparti antisommossa che stavano liberando le aree occupate, per più di 40 giorni, dai No Tav. Anche un barbiere di Bussoleno (Torino), Mario Nucera, 58, protagonista di alcuni episodi di violenza. L’indagine è stata condotta soprattutto attraverso immagini, fotografie e video. La Digos ha sequestrato un documento in cui un No Tav, Francesco P., aveva descritto l’organizzazione degli attacchi alle recinzioni; l’uso di squadre divise in turni; l’utilizzo delle varie «armi», gli strumenti di difesa e gli obiettivi da conseguire. [Laugeri e Numa, Sta]
• Il movimento No Tav ha risposto alla retata con una fiaccolata di solidarietà per gli arrestati a Bussoleno, il paese cuore della protesta, dove dovrebbero partire i lavori per il tunnel di base. Qualche migliaio i partecipanti (8.000 secondo gli organizzatori). L’ala più dura del movimento, autonomi, centri sociali e squatter, ha organizzato per sabato una manifestazione a Torino.