Rassegna, 26 gennaio 2012
Terremoto nel Nord Italia. Paura ma pochi danni
• Nella notte fra martedì e mercoledì gran parte del Nord Italia ha tremato per le scosse provocate dai movimenti della placca adriatica. Il primo scossone nel veronese verso mezzanotte, epicentro in Valpolicella, ad una profondità di 10 chilometri. Poi alle 9.06 di mattina c’è stata la botta più forte, 4.9 gradi Richter, durata dieci secondi e originata a 33 chilometri di profondità tra Reggio e Parma, a Brescello, il paese dove vennero girati film con Don Camillo e Peppone. L’ultima scossa si è registrata alle 19, sempre tra Reggio e Parma. Tanta paura, gente in strada, scuole sgombrate, qualche crepa in chiese e edifici storici, ma nessun ferito grave, solo cinque lievi. Disagi anche per la circolazione ferroviaria. [Pleuteri, Rep] [Leggi anche la cronologia sui terremoti]
• La placca adriatica si sposta ogni anno di cinque millimetri. Spiega la Dusi su Rep: «La placca sotto accusa occupa il fondale del Mar Adriatico, ha il suo margine occidentale sul crinale degli Appennini, fino alla punta della Calabria, e confina a nord con quella porzione delle Alpi che attraversa Friuli, Veneto e Lombardia. Per chi si occupa di valutare i rischi sismici, la placca adriatica è sicuramente un cliente ostico. Colpisce però che sia in Pianura Padana che nelle Prealpi Venete il rischio fosse stimato come “medio-basso” in una mappa ufficiale usata sia dalla Protezione Civile, sia dagli ingegneri incaricati di costruire edifici antisismici. “Sono più rari, ma i terremoti entro la magnitudo 5 possono colpire ovunque. Pianura Padana e Veneto in passato hanno sperimentato sismi molto forti pur essendo considerati luoghi relativamente sicuri”, spiega Alessandro Amato, dirigente di ricerca dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv). Nel 1117, quando la terra tremò causando distruzione sia a Verona, sia a Venezia, la magnitudo era a quota 6,5, secondo quanto stimato oggi dall’Ingv».