Rassegna, 26 gennaio 2012
La proposta di Vietti sulla prescrizione
• «L’Unione europea ha rimproverato l’Italia per la durata eccessiva dei processi di corruzione e per i termini troppo brevi di prescrizione che portano all’inevitabile estinzione di un reato così grave. Questo è frutto di un approccio alla prescrizione che guarda solo all’interesse dell’imputato, dimenticando che nel processo va garantita la pretesa punitiva dello Stato e il diritto delle parti offese. Ciò avviene solo se si arriva a una decisione nel merito. Altrimenti al danno del ritardo si aggiunge la beffa della denegata giustizia. (…) la svolta sta nel cambiare il regime della prescrizione. Così com’è, è solo un premio per chi perde tempo. Penso a una logica di doppio binario: da un lato, la prescrizione dovrebbe avere tempi che corrispondano effettivamente al venire meno dell’interesse dello Stato a perseguire il reato; dall’altro, non dovrebbe più decorrere quando un giudice abbia stabilito che il processo va fatto. A questo punto, paradossalmente, potremmo perfino recuperare il processo breve inteso in modo corretto: non come una tagliola, ma come una scansione certa dei tempi di ciascun grado di giudizio che, se non vengono rispettati, danno luogo a responsabilità disciplinare» (Michele Vietti, vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura). [Milella, Rep]