Rassegna, 24 gennaio 2012
Concordia, sotto accusa i vertici di Costa Crociere
• Il procuratore generale della Toscana, Beniamino Deidda, ieri ha chiamato in causa i vertici della Costa Crociere nel disastro della nave Concordia. «Il datore di lavoro è garante delle norme di sicurezza e ne è responsabile. In questo caso ci sono stati problemi e incredibili leggerezze». Una risposta alle affermazioni degli avvocati della Costa che avevano rigettato ogni responsabilità sul comandante in quanto «dominus assoluto della nave». Ma evidentemente per il Pg, il codice marittimo deve subordinarsi a quello penale. Intanto gli avvocati del comandante Francesco Schettino hanno depositato ieri una memoria difensiva in cui si dice che la Concordia affondò inclinandosi da un lato perché aveva problemi strutturali. Non funzionarono le pompe di bilanciamento e zavorra e non cedettero le cosiddette «paratie deboli», ovvero le tramezze destinate a crollare in caso di falla per garantire un allagamento simmetrico della nave e per permettere che la stessa rimanesse in assetto e galleggiante, così come previsto dalla «Convenzione internazionale per la salvaguardia della vita umana in mare». [Colonnello, Sta]
• Il primo ufficiale della Concordia, Ciro Ambrosio, indagato a piede libero. La sua mansione è quella di responsabile della guardia. Sarà interrogato venerdì mattina. [Longo, Sta]
• Non c’era nessuna donna ungherese che viaggiava sulla Costa Concordia senza essere registrata: la persona che ne ha denunciato la scomparsa ha dato l’identità di un soggetto che risulta essere morto tre anni fa. È quanto ha comunicato il ministero degli esteri ungherese. «In base alle informazioni ufficiali acquisite dalle competenti autorità ungheresi – afferma una nota – si è arrivati alla conclusione che la segnalazione riguardante la donna ungherese dispersa è senza fondamento». [Sta]
• Parte oggi l’operazione di svuotamento delle 21 cisterne della Concordia che contengono 2.300 tonnellate di gasolio, a opera della Smit Salvage e della Neri di Livorno. Ci vorranno 28 giorni di lavoro. Il gasolio da recuperare vale circa 2 milioni di dollari. Ieri una macchia oleosa di 300 metri per 200 è stata avvistata al largo dell’isola del Giglio. Sarebbe causata da olio fuoriuscito nei giorni scorsi o nell’immediatezza dell’incidente della Concordia. Il liquido si sarebbe depositato sul fondo e ora starebbe risalendo a galla, a distanza dalla nave, portato dalle correnti. [Chiarelli, Sta]