Rassegna, 24 gennaio 2012
Arrestati dopo nove anni gli autori dell’attentato di Nassiriya
• Ieri sono stati arrestati i componenti della cellula terroristica che organizzò l’attentato di Nassiriya il 12 novembre 2003. In tutto questo periodo hanno continuato a operare nella zona, la regione del Dhi Qar, nell’Iraq meridionale. In sette hanno confessato di far parte della «cellula di appoggio che ha pianificato e attuato l’attentato suicida contro la Camera di Commercio di Nassiriya», ovvero l’edificio dove aveva sede la base italiana Maestrale, quella dei carabinieri italiani. La cellula sarebbe indipendente e non ha legami con la rete che ha perpetrato la strage di Batha. Ricorda Grignetti sulla Stampa che «dell’attentato di Nassiriya sappiamo molte cose, ma non tutto: che l’autocisterna carica di esplosivi lanciata contro la base italiana era guidata da un kamikaze marocchino di nome Abul Qasem Abu al-Leil; che l’attacco fu rivendicato dal gruppo Tawhid wal Jihad, autonomo ma collegato ad Al Qaeda; che l’operazione fu pianificata e guidata da un certo Muhammad al-Kurdi, terrorista di altissimo rango che confesserà di aver pianificato 36 attentati in Iraq (era stato arrestato nel 2005 a Falluja, processato, interrogato anche dagli italiani, giustiziato nel settembre 2008). Mancava però all’appello il gruppo locale che a Nassiriya aveva protetto e dato ospitalità al kamikaze. La magistratura italiana, in verità, da anni conosceva i loro nomi. Nel febbraio 2007 era stato emesso un ordine di cattura internazionale nei confronti di 5 ricercati, già protagonisti del consiglio della Shura, il braccio ideologico-religioso dell’organizzazione terroristica».