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 2012  gennaio 24 Martedì calendario

Tavolo sul lavoro: riduzione della cassa integrazione

• Ieri si è aperto il tavolo tra governo e parti sociali sul mercato del lavoro. Il premier Mario Monti ha fatto sapere che non si procederà per decreto, anche se non vuole andare troppo per le lunghe. Il ministro Elsa Fornero ha detto che il confronto va chiuso in tre-quattro settimane. La Fornero, esponendo le linee guida, ha sostenuto che va rivisto il sistema degli ammortizzatori sociali. In sostanza, l’idea è di cancellare la Cassa integrazione straordinaria e mantenere solo quella ordinaria. Su questo punto è arrivato subito il no dei tre sindacati. [Martini, Sta]

• Secondo i calcoli de Lavoce.info, per introdurre in Italia un sistema moderno di sussidi di disoccupazione occorrerebbero tra i 12 e i 15 miliardi di euro all’anno. [Mastrobuoni, Sta]

• La Talarico sulla Stampa spiega bene come funziona la cassa integrazione in Italia: «Negli ultimi sei anni sono stati spesi dallo Stato 80 miliardi euro per gli strumenti di sostegno al reddito dei lavoratori. Più della metà di questa cifra, 54 miliardi, è stata impiegata tra il 2009 e il 2011, gli anni della crisi economica. Il numero di lavoratori protetti in questo periodo è passato dai 2,5 milioni del 2006 agli oltre 3,8 milioni del 2011, con un picco di 4,2 milioni nel 2009. Tra il 2009 e il 2011 in media sono stati tutelati dal sistema di protezione sociale 4 milioni di lavoratori l’anno (che vuol dire un dipendente su quattro). Rientrano tra gli ammortizzatori sociali la cassa integrazione guadagni (ordinaria e straordinaria), i contratti di solidarietà, l’indennità di disoccupazione e l’indennità di mobilità. Se la difficoltà aziendale è congiunturale si applicherà la Cassa integrazione guadagni ordinaria (Cigo, 80% delle retribuzioni, con un tetto fissato periodicamente dall’Inps). Se è strutturale la misura da adottare sarà la Cassa integrazione guadagni straordinaria (Cigs) che viene concessa alle attività industriali con più di 15 dipendenti e alle imprese commerciali sopra le 200 unità. Nel caso di una situazione strutturale irreversibile si avrà la mobilità. (…) La cassa integrazione permette di avere la busta paga per oltre tre anni in un quinquennio, senza però mettere piede in azienda e senza avere un nuovo lavoro. Di norma una parte consistente degli ammortizzatori è pagata dalle aziende (in particolare la cassa ordinaria e straordinaria, 1,9-2,2% del monte retribuzioni lordo). Lo Stato ha però integrato le risorse spese negli ultimi sei anni (80 miliardi) con 30 miliardi soprattutto per consentire la cassa in deroga, che con l’esplodere della crisi è stata estesa non solo nel tempo a settori un tempo non coperti come il commercio, i servizi e le imprese artigiane».