Rassegna, 24 gennaio 2012
Il blocco dei tir paralizza l’Italia
• La protesta dei tir contro il caro gasolio ieri ha bloccato mezza Italia. In cinque regioni la situazione è critica (Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna, Calabria e Puglia). Disagi per gli automobilisti, molti gli incolonnamenti e disastro annunciato dagli agricoltori che vedono marcire i loro prodotti. Code in Piemonte, Lombardia tra Seriate e Bergamo in direzione Milano sull’A4 e agli svincoli in entrate di Capriate e Seriate; in Campania, sull’A30 Caserta-Salerno, nei pressi di Napoli, Foggia e Taranto sull’ A14. Sulle statali blocco del traffico in Abruzzo nella Val di Sangro, rallentamenti in Calabria, Campania Basilicata, nel Lazio a Frosinone. Il blocco è previsto fino a venerdì. Così Roberto Alesse, presidente dell’Autorità di garanzia sugli scioperi, ha scritto al ministro degli Interni Anna Maria Cancellieri, e quello dei Trasporti, Corrado Passera, per valutare se non sia il caso di emanare l’ordinanza di precettazione nei confronti delle organizzazioni di autotrasportatori. [Corbi, Sta]
• In una nota il ministero dei Trasporti affermava che «il blocco dei Tir è ingiustificato», ricordando di aver convocato l’11 gennaio scorso un tavolo con le associazioni dell’autotrasporto. Una riunione da cui le associazioni erano uscite sospendendo le agitazioni. «Nel corso della riunione - si legge nella nota -, il ministero ha assunto precisi e concreti impegni, immediatamente attuati sia con il decreto legge approvato lo scorso venerdì, sia attraverso provvedimenti amministrativi, sia con ulteriori provvedimenti in materia di semplificazione in corso di rapida adozione». «Sulle principali problematiche evidenziate - prosegue il ministero – aumenti del costo del gasolio e delle assicurazioni, rispetto dei costi incomprimibili di sicurezza e relativa semplificazione normativa, attivazione delle misure sanzionatorie per gli autotrasportatori irregolari ed i loro committenti, professionalizzazione del settore, interventi finanziari – si è dunque già intervenuto o si sta intervenendo». [Corbi, Sta]
• Oggi, almeno per il primo turno, resteranno fermi gli stabilimenti del Gruppo Fiat (Melfi, Cassino, Pomigliano, Mirafiori e Sevel Val di Sangro).
• La protesta dei tir è stata organizzata da Trasporto Unito, una piccola organizzazione che ha estromesso di fatto tutte le altre sigle. Le loro richieste vanno dal recupero immediato delle accise dei carburanti al contenimento dei costi assicurativi, passando per il pagamento obbligatorio a 30 giorni per tutta la filiera del trasporto. Un elenco sintetizzato in un manifesto affisso sulla maggior parte degli automezzi parcheggiati. Pure su quelli bloccati a forza, attraverso l’ utilizzo di una tronchese per far saltare valvole alle gomme e per tranciare i tubi del gasolio. [Salvati, Sta]
• Sergio Pacini, detto Albatros, capo degli autotrasportatori che presidiano la Pontina. Spiega a Cazzullo (Cds) le richieste dei camionisti: «Tariffe agevolate per il gasolio, le autostrade, le assicurazioni. Un costo di sicurezza, insomma un minimo garantito, di un euro e 40 il chilometro. Lo sa quanto dobbiamo attendere per scaricare in una piattaforma logistica? Otto, nove ore. Lo sa quando ci pagano? Dopo 120, 140, anche 160 giorni: facciamo da banca ai nostri committenti. Siamo una categoria che sta andando fuori mercato. E le banche non fanno credito alle categorie fuori mercato».
• Angelo Forte, 44 anni, titolare di un piccola ditta, con sedici autocarri, di cui uno guidato da lui. Dice a Roncone (Cds): «Il gasolio costa 1,70 euro al litro. Tanto, troppo. Ti faccio un esempio. Io trasporto materiale ferroso. Metti che devo andare a Brescia. Il viaggio di andata me lo pagano circa 700 euro e, se sono bravo e furbo, mi trovo un carico di ritorno a circa 600 euro. Quanto fa?».
Mille e trecento euro.
«Bravo. Ora però segnati queste spese: al netto, senza Iva, spendo 850 euro di gasolio e 150 di pedaggi autostradali. In totale, sono mille euro. Quindi, in tasca, alla fine, di euro me ne restano 300: e io cosa ci faccio con 300 euro?».
Quindi, se ho ben capito...
«No, aspetta, non puoi aver capito... Perché poi dobbiamo aggiungere anche tutte le altre spese che, comunque, sono costretto a sostenere. È un elenco che mannaggia a me, che porc...».
Si calmi. Mi elenchi le spese.
«Allora: minimo devo spendere 160 euro lorde a giornata per l’autista, poi c’è l’assicurazione del camion, il bollo, la rata del camion...».
La rata?
«E certo! E perché secondo te io un camion che costa tra i 100 e i 150 mila euro lo compro in contanti? Lo compro a rate, che durano, minimo, cinque anni. Però poi al camion devo anche cambiare i pneumatici, no? E poi cambio l’olio, e magari devo rifare la frizione, e l’olio e la frizione non li cambio io, ma devo portare il camion in officina, e l’officina costa, mi spella...».
• Il caso degli autotrasportatori partiti da Casandrino domenica notte e diretti a Saronno. Per caricare ossigeno medicale. «Noi non possiamo fermarci, l’ossigeno serve agli ospedali – ha spiegato uno dei camionisti –. Quando lo abbiamo fatto presente, ci hanno fatto saltare le valvole delle gomme». [Salvati, Sta]
• A Napoli e provincia sono stati presi d’assalto i distributori di benzina e i supermercati. In alcuni quartieri il carburante sarebbe terminato, così come alcuni beni di prima necessità. Stando all’Unipan, tra due giorni potrebbero finire anche le scorte che garantiscono la produzione di pane. Disagi sul fronte della raccolta rifiuti, visto che questa mattina a Napoli ci saranno circa 600 tonnellate di immondizia non raccolta per le strade. [Salvati, Sta]