2 giugno 1992
Tags : Storia dell’euro
La Danimarca dice no al Trattato di Maastricht
• Con una maggioranza referendaria del 50,7% i danesi dicono sorprendentemente no (“nej”) alla ratifica del Trattato di Maastricht, bloccando la riforma del Trattato di Roma: altissima affluenza superiore alle aspettative (82,9%), i voti contrari all’Unione europea sono 1.652.990, quelli a favore 1.606.730. In Parlamento i voti a favore erano stati 130 (liberal conservatori più socialdemocratici) i contrari 25 (i socialisti popolari). Pia Kjærsgaard, leader degli xenofobi, esulta: «Davide è riuscito a battere Golia». Il ministro degli Esteri Uffe Ellemann-Jensen spiega: «Questo voto non è contro la collaborazione europea, né contro il trattato di Maastricht. È un voto di sfiducia contro i politici. È difficile dire che cosa faremo, perché nessuno al Parlamento aveva seriamente previsto quest’ipotesi. Dovremo ripensare all’intera situazione. Dovrò consultare gli altri partiti e decidere cosa fare». Secondo i sondaggi svolti all’uscita dai seggi, hanno spinto verso il no l’avversione alla difesa comune (all’esercito europeo) e la diffidenza verso gli eurocrati di Bruxelles, la maggioranza dei sì ha invece motivazioni di carattere economico. Il premier Poul Schlueter non esclude un nuovo referendum («dobbiamo pensarci») e promette: «Il governo cercherà la più ampia collaborazione per trovare una soluzione con tutti i partiti». Prossima tappa: il referendum irlandese del 18 giugno.