7 febbraio 1992
Tags : Storia dell’euro
I nove punti dell’accordo
• Il trattato di Maastricht, tradotto nelle nove lingue europee più il gaelico (per far contenta l’Irlanda), è un compendio articolato delle norme approvate separatamente al vertice dell’11 dicembre 1991. In 320 pagine è introdotta una serie di importanti innovazioni rispetto al precedente Trattato di Roma, la “Costituzione” della Cee entrata in vigore nel 1958:
1) Unione economica-monetaria. La moneta unica, traguardo finale dell’Unione, sarà creata entro il 1999 fra i Paesi che rispettino criteri relativi all’inflazione, ai tassi d’interesse e alla finanza pubblica. Gran Bretagna e Danimarca potranno autoescludersi;
2) Politica estera e di sicurezza comune. I Dodici decideranno all’unanimità, in Consiglio europeo, quali sono i settori di interesse comune. Le maggiori azioni in questo campo saranno decise all’unanimità dai ministri degli Esteri, ma verranno poi condotte con decisioni a maggioranza qualificata (finora ciascuno dei Dodici aveva diritto di veto);
3) Politica di difesa. Includerà tutte le questioni connesse con la sicurezza dell’unione europea, compresa la formulazione finale di una politica comune di difesa;
4) Poteri dell’Europarlamento. L’assemblea avrà un ampio spazio di codecisione e di “veto” in casi estremi con il Consiglio dei ministri, avrà poteri d’inchiesta, peso nella formazione della commissione europea e voce nella ratifica dei maggiori trattati internazionali;
5) Coesione economica e sociale. In favore di Grecia, Irlanda, Portogallo, Spagna, il trattato prevede un fondo finanziato dagli altri Paesi per realizzare programmi nel settore dell’ambiente e dei trasporti;
6) Politica sociale. Diventa una competenza della Comunità, anche se la Gran Bretagna rifiuta di associarsi;
7) Nuove competenze comunitarie. Sanità, grandi reti di trasporti e comunicazioni, ambiente, ricerca, cultura e industria (con decisioni unanimi), politica sociale, protezione dei consumatori e cooperazione allo sviluppo. Energia, turismo e protezione sono obiettivi per il ’96;
8) Cittadinanza. Diritti riconosciuti ai cittadini dei Dodici fuori dall’Unione, istituzione di un «ombudsman» (difensore civico), diritti di residenza e di voto nelle elezioni locali;
9) Visti e permessi di soggiorno. Il diritto di asilo e parte della politica di immigrazione verranno resi soggetti a leggi comunitarie nel 1993, con lo sviluppo entro il 1994 di un’Europol, polizia di tipo federale.