Rassegna, 23 gennaio 2012
La tredicesima vittima e i clandestini a bordo della Concordia
• Sabato pomeriggio è stata ritrovata la vittima numero 12, probabilmente una giovane donna ungherese, ieri la vittima numero 13, una donna italiana. Proprio la ragazza ungherese, che non risulta nella lista dei passeggeri ha portato il prefetto Franco Gabrielli a dichiarare: «Abbiamo il sospetto che sulla nave partita da Civitavecchia ci fossero passeggeri clandestini». Il sospetto prende corpo sulla denuncia della scomparsa della figlia da parte di una famiglia ungherese. Ieri mattina una mail circostanziata partita dall’ambasciata ungherese è arrivata al prefetto Gabrielli. La donna segnalata da Budapest potrebbe essere la giovane donna del ponte cinque: capelli, occhi, fattezze corrispondono. Si scopre, ancora, che era stata la stessa ragazza ungherese, nella prima serata del venerdì del disastro, subito dopo la partenza da Civitavecchia, ad avvisare casa: «Sono in crociera in Italia». Un arrivo last minute, sfuggito alle registrazioni di bordo. Ora gli inquirenti lavorano su due fronti: da una parte ipotizzano la salita sulla nave di persone di compagnia per l’equipaggio. Dall’altra stanno cercando di controllare se tra la manovalanza assoldata fra i ponti, i ristoranti e le sale macchine vi fossero lavoratori irregolari. Quest’ultima ipotesi è respinta con fastidio dalla Costa Crociere. Il capo commissario di bordo, Manrico Giampedroni, assicura: «È impossibile che vi siano stati clandestini o persone non registrate. La Costa è una compagnia seria, i controlli sono capillari e gli elenchi minuziosi». [Zunino, Rep]