Rassegna, 21 gennaio 2012
Primarie repubblicane, si vota in South Carolina
• Oggi si vota in South Carolina per le primarie repubblicane. Mitt Romney, che si è già aggiudicato Iowa e New Hampshire, non sarebbe più in vantaggio. In rimonta è Newt Gingrich, che però paga l’effetto delle rivelazioni della sua ex moglie, che lo ha accusato di averle proposto a suo tempo un ménage a tre con l’amante che poi finì per sposare. [Valentino, Cds]
• Valentino sul Cds racconta così l’ultimo dibattito tra gli sfidanti repubblicani in South Carolina prima del voto: «Sono stupito — ha detto Gingrich con tono schifato al moderatore John King, che aveva scelto d’iniziare con la domanda sulla ex consorte — che la Cnn usi questa spazzatura per aprire un dibattito presidenziale. Quella storia non è vera». Gli avversari lo hanno assecondato, non senza però la sottile malizia di ricordare che ognuno di loro è felicemente sposato da decenni (mentre Gingrich è alla terza moglie) e che, parole di Santorum, «spetta agli elettori giudicare il carattere di una persona». Le sciabolate vere sono venute dopo. A Gingrich, che si atteggia sempre a erede e grande pupillo di Ronald Reagan, Romney ha ricordato che nelle sue memorie l’ex presidente lo cita solo una volta, per dire che a un incontro con i congressisti, Gingrich ebbe un’idea che non gli piaceva. Santorum, forse il migliore della serata, ha rincarato la dose irridendo la «grandiosità» di Gingrich, che ha descritto come una specie di bulimico fanfarone: «Io c’ero al Congresso quando gli stessi conservatori lo hanno cacciato da Speaker. Era un’idea, una novità al giorno, una confusione totale. Io non voglio un candidato del quale mi devo preoccupare per cosa dirà il giorno dopo». (…) Romney, in difficoltà sulle tasse, ha sollevato parecchi fischi in platea rifiutandosi nuovamente di rendere pubbliche le sue dichiarazioni dei redditi prima del 15 aprile, ultimo giorno per mettersi a posto col fisco negli Usa. Romney ha detto mercoledì che paga un’aliquota vicina al 15%, ma soprattutto di avere fondi depositati presso paradisi fiscali. A ragione del rifiuto, l’ex governatore del Massachusetts ha spiegato di non voler svelare a singhiozzo le sue dichiarazioni, per non dare ai democratici più occasioni di criticarlo. Schiacciata di Gingrich: «Se c’è qualcosa che possa farci perdere le elezioni dobbiamo saperlo prima, se no perché non rendere tutto pubblico subito?».