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 2012  gennaio 21 Sabato calendario

Dopo otto ore di riunione, il Consiglio dei ministri ha finalmente varato il famoso decreto sulle liberalizzazioni, un testo intorno al quale per giorni e giorni si sono esercitati i giornali, fornendo anticipazioni e giudizi e dando quindi materia (com’è loro diritto/dovere) alle contestazioni di tutte le categorie interessate, tassisti, benzinai, avvocati, farmacisti eccetera

Dopo otto ore di riunione, il Consiglio dei ministri ha finalmente varato il famoso decreto sulle liberalizzazioni, un testo intorno al quale per giorni e giorni si sono esercitati i giornali, fornendo anticipazioni e giudizi e dando quindi materia (com’è loro diritto/dovere) alle contestazioni di tutte le categorie interessate, tassisti, benzinai, avvocati, farmacisti eccetera.

Intanto le chiedo: che significa esattamente “liberalizzazioni”?

Mettiamo che ci sia una legge che permette solo a certe persone, con determinate caratteristiche, di esercitare un’attività. “Liberalizzo” quando tolgo i paletti all’ingresso di altri soggetti, gente che può fare la concorrenza a quelli che godevano di quel privilegio. È in forma moderna la stessa polemica che un tempo metteva l’un contro l’altro i “protezionisti” e i “liberoscambisti”: imponendo dei dazi impedisco – per esempio – ai produttori stranieri di seta di venire a commerciare qui e così proteggo l’industria nazionale, la quale però, in questo modo, farà i prezzi che vuole e produrrà senza la preoccupazione di migliorare né il processo produttivo e di commercializzazione né il prodotto in sé: mancando il confronto, cioè la concorrenza, perché darsi troppo da fare? •

E in Italia esistono aree protette di questo genere?

Esistono, e il decreto legge sulle liberalizzazioni vuole abbattere le barriere dietro cui queste categorie stanno riparate. Ecco la ragione prima, in generale, di tutte le grida che si sentono in giro. Ieri in conferenza stampa Monti ha definito il provvediment «Un pacchetto di riforme strutturale». Ha aggiunto che si cerca di rispondere a due grandi problemi: «L’insufficiente concorrenza nei mercati e l’inadeguatezza delle infrastrutture». Per quanto riguarda il terzo grande ostacolo - «la complicazione delle procedure amministrative in tutti i campi» - ci sarà un nuovo decreto la prossima settimana.

Vediamo allora queste norme.

Sono interessati dal decret i benzinai, le piccole imprese operanti nel settore dei servizi pubblici e del trasporto, l’Eni, che continuerà a fornire il gas, ma non possiederà più la rete distributiva (Snam). Verrà istituita un’Autorità dei trasporti che avrà il compito di definire le regole per le concessioni autostradale e di rendere efficaci le nuove regole sulle ferrovie: anche la rete ferroviaria, infatti, è destinata ad essere scorporata dalle Ferrovie, in tempi che saranno più lunghi del previsto e con procedure da studiare. Il decreto colpisce poi Mediaset, perché l’assegnazione, che si voleva gratuita, delle nuove frequenze tv è stata rinviata di 90 giorni e alla fine – come si capisce – le frequenze saranno assegnate con un’asta (per Berlusconi è una sconfitta netta, e – per dir così - in casa). A Otto e mezzo Monti ha poi detto, su questo punto, che «non si capisce perché in un momento in cui vengono richiesti sacrifici ai cittadini una risorsa come le frequenze debba essere ceduta senza un corrispettivo». Molto importante l’istituzione di un Tribunale per le imprese, che dovrebbe rendere veloce la soluzione dei contenziosi tra aziende: la lentezza del nostro processo civile è una delle ragioni che tengono lontani dall’Italia gli investitori stranieri. È stata anche creata la “società semplificata a responsabilità limitata”, destinata a chi è giovane e vuole fare l’imprenditore: basterà il capitale di un euro e non ci sarà bisogno di andare dal notaio. Il ministro della Salute, Balduzzi, ha anche annunciato che le farmacie aumenteranno di 5.000 unità (da 18 mila a 23 mila). Quanto agli avvocati: l’abolizione delle tariffe minime – hanno spiegato i ministri – non è altro che l’applicazione di una misura già stabilita da Bersani. Sarà obbligatorio, per gli studi di civilisti e penalisti, presentare un preventivo prima che il cliente scelga il professionista a cui affidarsi. A conclusione del ciclo universitario, saranno poi organizzati tirocini negli studi legali.

E sui taxi?

Nessuna decisione, per ora. Il sottosegretario Catricalà ha spiegato: «Abbiamo valutato attentamente in Consiglio dei ministri le ragioni della protesta e su un punto abbiamo convenuto con lor la concentrazione delle licenze in mano a un singolo può portare a dominanza. Questo punto è stato eliminato dal testo perché non è nell’ottica della concorrenza accentrare il numero delle licenze». Per il resto, il governo ha «scelto di affidare l’analisi del fabbisogno» di licenze «all’Autorità dei trasporti che dovrà svolgere un’attenta istruttoria, città per città, sentiti i sindaci, per capire se è necessario aumentare il numero delle licenze». Se poi l’Authority deciderà di aumentare le licenze ci saranno «compensazioni tangibili per i tassisti che hanno la licenza».

Le proteste sono finite?

I farmacisti di Federfarma giudicano il decreto «distruttivo della rete» e macchiato da «eccessive aperture che destabilizzano il sistema». I tassisti hanno bloccato il traffico di Roma intorno al Circo Massimo, a Napoli hanno fatto irruzione al San Carlo, nel centro di Firenze c’è stata un’adunata imprevista di auto bianche, ecc.

[Giorgio Dell’Arti, La Gazzetta dello Sport 21 gennaio 2012]