19 novembre 1861
Massima libertà al papa
• Bettino Ricasoli aveva inviato il 10 settembre 1861 una lettera a Pio IX in cui gli chiedeva di rinunciare al potere temporale su Roma, affinché possa diventare capitale italiana: «Il Papa rinunci ad essere Principe per essere Santo Padre. Si rappacifichi con l’Italia, che gli offre libertà, sede sicura e grandezza nuova». La missiva, respinta, viene pubblicata oggi assieme a un «capitolato» che rende noto cosa l’Italia offra al Pontefice. Innanzitutto garantisce «l’inviolabilità di tutte le sue prerogative e preminenza rispetto al Re e agli altri sovrani». Quindi il governo italiano si impegna a non ostacolare «gli atti che il Sommo Pontefice esercita per diritto divino come Capo della Chiesa e per il diritto canonico come Patriarca d’Occidente e Primate d’Italia». Avrà diritto ad avere suoi Nunzi all’estero, libera comunicazione con vescovi e fedeli, senza ingerenze governative. Potrà convocare concili e sinodi dove crederà. Vescovi e parroci saranno indipendenti da vincoli nell’esercizio del loro ministero. Il Re d’Italia rinuncerà a ogni patronato sui benefici ecclesiastici e a ogni ingerenza sulla nomina dei vescovi. Ma saranno soggetti al diritto comune per i reati puniti dalle leggi del Regno. [Maurizio Lupo, Sta. 19/11/2011]