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 2012  gennaio 18 Mercoledì calendario

Un mese per svuotare i serbatoi della Concordia

• La priorità ora è svuotare i serbatoi della Concordia di tutto il gasolio, prima che esca e inquini la costa toscana. L’unità di crisi ha dato alla Costa Crociere un giorno per stilare il piano di lavoro per svuotare i serbatoi e dieci giorni per presentare il programma per rimuovere la nave. Il capo dipartimento della Protezione civile, Franco Gabrielli,  è stato chiaro: «Se qualcun o pensa che tutto si concluderà presto, sbaglia. Ci vorranno giorni, a seconda delle condizioni meteo marine».  Ieri attorno alla nave è stata stesa una cintura di protezione ambientale: 900 metri di barriere d’altura. Oggi verranno posizionate panne costiere ancorate alle rocce per fare da barriera a un eventuale inquinamento. Sempre oggi prenderanno il via le attività per preparare il combustibile, 2 mila e 380 tonnellate, ad essere rimosso dai serbatoi. Secondo Max Iguera, della Smit Salvage, incaricata di svuotare le cisterne, ci vorranno almeno 28 giorni. [Chiarelli, Sta]  

• L´Ispra, l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, ha recapitato al ministro dell’Ambiente Corrado Clini un dossier su cosa potrebbe accadere se dai 12 serbatoi si sprigionassero le 2.280 tonnellate di gasolio che ancora ci sono. Tre gli scenari. Il primo, il più lieve, valuta lo scivolamento della nave dallo scalino sui cui è poggiata senza rotture dei serbatoi: a 60-80 metri di profondità si dovrebbero impiegare «robot filoguidati». Con costi e tempi enormi. Nel secondo scenario si prevede l’affondamento con squarci alle cisterne e «rilascio massivo»: il gasolio potrebbe essere controllato, ma ci sarebbero «conseguenze gravi per gli ecosistemi marini prossimi all’isola» ed effetti «negativi» sulle «attività di pesca».  È il terzo scenario il peggiore, secondo l’Ispra: la Concordia affonda con distorsioni tali da determinare una migrazione del combustibile in «locali della nave difficilmente raggiungibili». La conseguenza? «Un rilascio continuo e prolungato di grandi quantità» in grado di compromettere il sistema marino «negli anni». [Neri e Vanni, Rep]