Rassegna, 17 gennaio 2012
I nuovi dettagli dell’inchiesta sulla Concordia
• Il
procuratore capo di Grosseto, Francesco Verusio ha fatto capire che potrebbero
partire altri avvisi di garanzia per la tragedia della Costa Concordia. [Bonini
e Mensurati, Rep]
• Cosa
accade in plancia, dopo l’impatto alle 21.42? Racconta l’ufficiale Alessandro
Di Lena: «Il comandante si è attaccato al suo telefono cellulare. Ha fatto
numerose chiamate. Noi gli facevamo domande. “Comandante, che si fa?“. Ma lui,
niente, era sempre al telefono». Al telefono con chi? Almeno tre diversi
ufficiali in plancia riferiscono un dettaglio cruciale. «Schettino chiama
almeno tre volte, forse quattro, Ferrarini, con cui parla a lungo». Roberto
Ferrarini è il Marine operation director, il responsabile dell’unità di crisi e
controllo della flotta Costa. I due parlano per prendere quali decisioni?
Interpellate da Repubblica, fonti della società armatrice, spiegano: «È vero,
Schettino ha contattato Ferrarini una prima volta alle 22.05 e a seguito di
quella comunicazione sono state attivate le procedure di emergenza».
Ufficiosamente, fonti interne alla compagnia riferiscono che le comunicazioni
di quella notte con Schettino sono movimentate. Il comandante ammetterebbe di
avere «un problema grave a bordo», ma lo minimizzerebbe, sostenendo di
potercela fare. È un fatto - e questa volta a riferirlo sono due ufficiali in
plancia - che la terza e ultima delle telefonate con Ferrarini, prima di
evacuare la nave, si chiude con le parole del comandante. Affranto. «La mia
carriera finisce qui. Mi licenziano». [Bonini e Mensurati, Rep]
• Giovanni
Iaccarino, primo ufficiale, a verbale: «Alle 21.42, dopo l’impatto il
comandante mi ordina di scendere in sala macchine. Mi precipito e lo spettacolo
è terrificante. Tutto allagato. Avevo letteralmente l’acqua alla gola. Allagato
il comparto motori. Allagati i generatori. Allagato i quadri di trasmissione
elettrica». Iaccarino si attacca all’interfono e grida in plancia quello che
vede. «Allagato comparto motori», «allagato generatore». In plancia, ripetono ad
alta voce quello che ascoltano. Tutti aspettano una risposta scontata: l’evacuazione.
Anche perché, sulla nave, funziona ormai una sola fonte di energia, il “Paperino“,
come chiamano in gergo il generatore di emergenza sul ponte più alto della
Concordia. Iaccarino, torna a gridare all’interfono quello che vede ogni dieci
minuti. Ma non c’è risposta. Schettino è al telefono». [Bonini e Mensurati,
Rep]
•
Intorno alle 22.30, quando è chiaro che attendere una risposta dal comandante è
inutile, alcuni ufficiali decidono di investire di fatto del comando della nave
Roberto Bosio, il comandante in seconda. Bosio è per l’immediata evacuazione e
comincia le operazioni anche senza l’ordine ufficiale. [Bonini e Mensurati,
Rep]