Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2012  gennaio 16 Lunedì calendario

Un pool di compagnie per il maxi risarcimento

• Se verrà provato l’errore umano da parte del comandante Schettino nel disastro della Concordia Crociere, le assicurazioni dovranno ripagare tutti i danni, diretti e indiretti. Spiega Pozzo (Sta) che la copertura del rischio di perdita della nave è condivisa da una pool di compagnie di assicurazioni (del quale farebbero parte anche le Generali): in questo modo, nell’eventualità di un affondamento, il risarcimento da liquidare corrisponde alla quota parte e non all’intero danno. Tali compagnie , coordinate dal broker della capogruppo Carnival, Aon Insurance di Chicago, sono a loro volta riassicurate presso i Lloyds di Londra, sempre per ridurre l’esposizione finanziaria. Sarà comunque un colpo: solo come «corpo», scafo e macchine, ossia per il danno diretto (la perdita della nave, qualora irrecuperabile) si parla di circa mezzo miliardo di dollari. Ci sono poi i danni indiretti, sia nei confronti dei passeggeri e dell’equipaggio, sia tutte le spese derivanti dall’avaria e dal relitto, come ad esempio l’inquinamento, coperti dall’assicurazione P&I (Protection & Indemnity), una polizza complementare all’assicurazione corpo, stipulata dall’armatore con club assicurativi solitamente inglesi, che integra la copertura dei rischi di responsabilità nell’ambito dell’esercizio della nave.