Rassegna, 16 gennaio 2012
Un pool di compagnie per il maxi risarcimento
• Se verrà provato l’errore umano da parte del comandante
Schettino nel disastro della Concordia Crociere, le assicurazioni dovranno
ripagare tutti i danni, diretti e indiretti. Spiega Pozzo (Sta) che la copertura del rischio di perdita della nave è condivisa
da una pool di compagnie di assicurazioni (del quale farebbero parte anche le
Generali): in questo modo, nell’eventualità di un affondamento, il risarcimento
da liquidare corrisponde alla quota parte e non all’intero danno. Tali
compagnie , coordinate dal broker della capogruppo Carnival, Aon Insurance di
Chicago, sono a loro volta riassicurate presso i Lloyds di Londra, sempre per
ridurre l’esposizione finanziaria. Sarà comunque un colpo: solo come «corpo»,
scafo e macchine, ossia per il danno diretto (la perdita della nave, qualora
irrecuperabile) si parla di circa mezzo miliardo di dollari. Ci sono poi i
danni indiretti, sia nei confronti dei passeggeri e dell’equipaggio, sia tutte
le spese derivanti dall’avaria e dal relitto, come ad esempio l’inquinamento,
coperti dall’assicurazione P&I (Protection & Indemnity), una polizza
complementare all’assicurazione corpo, stipulata dall’armatore con club
assicurativi solitamente inglesi, che integra la copertura dei rischi di
responsabilità nell’ambito dell’esercizio della nave.