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 2012  gennaio 16 Lunedì calendario

Il naufragio della Concordia colpa di un piccolo favore

• Continuano le ricerche dei dispersi della Costa Concordia, affondata al largo dell’Isola del Giglio, anche se ormai si scende più in profondità, dove è più probabile trovare cadaveri. Ieri pomeriggio due sub della Guardia Costiera si sono immersi, hanno rotto con i martelli la vetrata del ristorante sul ponte 3, e sono scesi per 40 metri e in una sala di ritrovo, dove hanno trovato due corpi galleggianti: Giovanni Masia, 86 anni, sardo di Portoscuso, e Guillermo Gual, 69 anni, spagnolo che condivideva con la moglie la passione per le crociere. I sommozzatori hanno il sospetto che all’interno della nave si trovino altri cadaveri. [Imarisio, Cds]  

• La Procura di Grosseto sembra aver capito il motivo della manovra azzardata della nave: il comandante Francesco Schettino avrebbe voluto fare un omaggio a un ex comandante della Costa crociere, Mario Palombo, originario dell’Isola del Giglio e all’unico gigliese a bordo, il capo maitre Antonello Tievoli. Per questo si sarebbe avvicinato così tanto alla riva. Tievoli, figlio del vecchio parrucchiere del Giglio, da 12 anni in Costa crociere, sarebbe stato chiamato dal capitano sul ponte di comando per vedere meglio la sua isola. Adesso sembra sia disperato e tormentato dai sensi di colpa per quel favore non voluto. L’ex comandante Palombo invece al telefono con Imarisio (Cds), da Grosseto, spiega con rabbia: «Non capisco come sia potuto succedere, cosa è passato per la testa del mio collega. Il permesso della Capitaneria non è necessario. Il comandante fa la rotta che vuole, a bordo è lui il sovrano: ma non accetto di essere tirato in ballo, per nessuna ragione. E lo scriva, la prego: i miei genitori erano del Giglio, ma io sono savonese di nascita».  

• L’inchino, ovvero l’avvicinamento a un luogo per fare un piacere a un membro dell’equipaggio. [Imarisio, Cds]  

• La carcassa della Concordia, a non più di venti metri dagli scogli del Giglio. Sembra quasi di poterla toccare scrive Colonnello sulla Stampa.  

• La Concordia viaggiava a quindici nodi all’ora e a 150 metri da riva. Una velocità pazzesca per un colosso del genere nelle acque scogliose davanti all’Argentario. [Colonnello, Sta]  

• Si è scoperto che ad agosto il sindaco del Giglio, Sergio Ortelli, scrisse una lettera a un capitano della Costa crociere per ringraziarlo di aver fatto passare la nave vicina all’isola, dunque tutti avevano «assistito a uno spettacolo unico nel suo genere, diventato un’irrinunciabile tradizione di cui ne sono onorato». Con ringraziamenti finali estesi alla Costa «che oramai da anni premia in questo modo un’isola tra le più belle del panorama insulare nazionale». [Gasperetti, Cds] Il vicesindaco Mario Pellegrini conferma l’abitudine soprattutto estiva delle navi da crociera Costa di passare vicino all’isola per il cosiddetto «rito dell’inchino», il saluto agli abitanti con un colpo di sirena. «Ma è una cosa che si fa d’estate, mantenendo le giuste distanze, e fa piacere ai turisti così come ai croceristi. Averlo fatto il 13 gennaio e così vicino alla costa non ha alcun senso. Quella sera al Giglio a nessuno di noi importava vedere passare la bella nave illuminata. Nessuno si aspettava che passasse così vicino». [Colonnello, Sta]