10 aprile 1991
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Alessio Bertrand, l’unico superstite
• La CP232 compie due giri intorno alla nave e al secondo passaggio sulle ringhiere del ponte di poppa le luci illuminano un uomo. È Alessio Bertrand, il giovane mozzo, quello che aveva portato i panini ai colleghi. È appeso alla ringhiera del parapetto a poppa dritta, fino a quel momento aveva fischiato, aveva chiamato aiuto, ma nessuno lo aveva sentito. Poi, dal mare, una voce gli grida di buttarsi, lo chiama. Ma lui ha paura, crede di finire su un ponte e morire lì. Poi si butta, si lascia andare e perde conoscenza. Si risveglia sulla barca degli ormeggiatori del porto, i suoi soccorritori. Scalcia, è agitato.
• Ore 23.43, Valli all’avvisatore: «Abbiamo raccolto un naufrago, dice che c’è ancora persone sulla nave». L’avvisatore: «Non c’è nessuno sulla nave l’abbiamo… ci stiamo allontanando per sicurezza cambio». «Sto parlando della nave che ha fatto la collisione in collisione [...]. Quella va quella è una bomba vagante!». L’avvisatore: «Sai mica dirmi il nome della nave?». «Dalla struttura mi pare il traghetto mi pare però non ti so dire di più!».