Salmaggi e Pallavisini, 12 novembre 1942
Il bilancio della battaglia aeronavale di Guadalcanal
• Battaglia di Guadalcanal. Nella notte sul 13, la squadra navale nipponica è segnalata dagli schermi radar fra l’Isola di Savo e Capo Esperance. Nell’Iron Bottom Sound, ossia nello Stretto dal fondo di ferro, così chiamato a causa delle tante navi che vi sono affondate, tra Savo e Guadalcanal, si accende una furiosa battaglia. Le forze USA comprendono la portaerei Enterprise, le corazzate Washington e South Dakota gli incrociatori San Francisco, Pensacola, Portland, Helena, Juneau, Atlanta, Northampton, San Diego, 22 cacciatorpediniere, 7 trasporti, 79 aerei imbarcati sulla Enterprise e 194 di base a Guadalcanal e nelle Nuove Ebridi. Le forze nipponiche comprendono le portaerei Junyo e Hiyo (con 95 aerei), le corazzate Hiei, Kirishima, Kongo e Haruna, gli incrociatori Atago, Takao, Sendai, Nagara, Tone, Chokai, Kinugasa, Suzuya, Maya, Tenryu, 30 cacciatorpediniere, 14 sommergibili, 11 trasporti. La flotta è appoggiata da 215 aerei che hanno la loro base nella Nuova Britannia. Il bilancio della battaglia, proseguita fino al 15 e combattuta sia dalle forze navali che da quelle aeree, è il seguente: gli americani perdono gli incrociatori leggeri Atlanta e Juneau e 7 cacciatorpediniere; gli incrociatori San Francisco, Portland, Helena, la corazzata South Dakota, 4 cacciatorpediniere sono danneggiati. I giapponesi registrano l’affondamento delle corazzate Hiei e Kirishima, dell’incrociatore pesante Kinugasa, di 2 cacciatorpediniere e di 7 degli 11 trasporti destinati a sbarcare rinforzi a Guadalcanal (circa 10.000 uomini). Solo 4.000 uomini e poche tonnellate di rifornimenti potranno essere successivamente sbarcati a Tassafaronga. [Salmaggi e Pallavisini]