Salmaggi e Pallavisini, 8 novembre 1942
Ambigua reazione di Pétain all’invasione alleata
• Francia. Ore 6,30: il Comando degli U-Boote a Parigi, rendendosi conto di ciò che sta accadendo sulle coste africane, ordina a 15 sommergibili di riunirsi al largo della costa del Marocco per intercettare le navi alleate dell’operazione Torch, ma quando le unità giungono nello specchio di mare previsto il convoglio nemico è già passato. Ore 7: viene recapitata al presidente francese Pétain una lettera personale del presidente americano Roosevelt in cui si comunica la notizia dello sbarco alleato in Africa settentrionale. La risposta del vecchio maresciallo sembra non lasciare dubbi sulla volontà del governo di Vichy: Pétain scrive tra l’altro: “Ho sempre dichiarato che difenderemo il nostro impero, se attaccato... Siamo attaccati, ci difenderemo. E questo l’ordine che do”. Ufficialmente dunque Pétain vuole tenere buoni i tedeschi, dichiarando che si opporrà all’aggressione anglo-americana. In realtà, poche ore dopo invia all’Alto Commissario ad Algeri, ammiraglio Francois Darlan, un telegramma segreto in cui si lascia libero quest’ultimo di trattare con gli Alleati. Pétain comunque non intende schierarsi dalla Parte degli anglo-americani, nonostante le pressioni in questo senso del gen. Weygand convocato a Vichy dal presidente. [Salmaggi e Pallavisini]