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 2012  gennaio 15 Domenica calendario

I morti del naufragio al Giglio sono tre, i feriti una quarantina distribuiti tra gli ospedali di Grosseto, Orbetello e Tarquinia

I morti del naufragio al Giglio sono tre, i feriti una quarantina distribuiti tra gli ospedali di Grosseto, Orbetello e Tarquinia. Due di questi sarebbero gravi. L’ultimo comunicato parla di 50 dispersi, una cifra forse destinata a diminuire, ma anche a rendere più alto il numero delle vittime. I dubbi su come sono andate le cose sono questi: la Costa Crociere dice che il comandante era al timone, ma molti passeggeri sostengono che si trovava in uno dei cinque ristoranti della nave in occasione della cena di gala (sul ponte di comando, al momento della collisione, ci sarebbero stati un ufficiale e 4 sottufficiali: essendo l’incidente imprevisto non è detto che in questa dislocazione delle persone vi sia una colpa); la rotta della Costa Concordia sarebbe stata corretta, secondo il comandante della nave Francesco Schettino, ma il comandante della Capitaneria di Porto, secondo quanto riferiva ieri il sito del Corriere, «ha spiegato che il punto in cui la nave si è arenata è probabilmente “segno che il capitano è andato a finire lì volontariamente per evitare guai peggiori”»; molte testimonianze imputano all’equipaggio pochissima dimestichezza con le operazioni di emergenza e in particolare della messa in acqua delle scialuppe; altri accusano la compagnia di aver provveduto un numero scarso di salvagenti, che comunque sono risultati la maggior parte delle volte troppo piccoli. Concordi invece le testimonianze sullo slancio con cui a Porto Santo Stefano si sono adoperati per soccorrere i naufraghi: gli abitanti hanno messo a disposizione bevande calde e coperte e hanno aperto le loro case, comprese quelle che s’aprono solo per gli affitti estivi. Immediata anche la disponibilità degli albergatori. Il parroco don Lorenzo Pasquotti ha aperto la chiesa e protetto dal freddo i poveretti che sbarcavano ricorrendo anche ai paramenti sacri e alle vesti da chierichetto. Uscendo dalla chiesa di San Lorenzo e Mamiliano, la nave girata sul fianco sta proprio là, sembra che la si possa toccare con un dito.

Quanta gente c’era a bordo?

Dagli elenchi risultano 3.216 passeggeri, per la maggioranza italiani (989), tedeschi (569), francesi (462), spagnoli (177), americani (129), croati (127). Le tre vittime sono due francesi e un peruviano. Il peruviano era un membro dell’equipaggio, nella coppia francese c’è un uomo di 60-70 anni. Non è ufficiale, ma i tre sarebbero annegati. I membri dell’equipaggio erano 1.013. La Costa Concordia è una nave enorme e questo naufragio è, per la mole dell’imbarcazione, il più grande della storia. Stiamo parlando di un colosso lungo 290,2 metri, largo 35,5, pesante come 110 Boeing 747 (quando è vuoto), con 1.500 cabine ed energia elettrica sufficiente al consumo di una città di 50 mila abitanti, 58 suite con balcone, 5 ristoranti, 13 bar, 5 vasche idromassio, 4 piscine. Il danno complessivo per la Costa – a parte la perdita d’immagine – sarebbe di mezzo miliardo.

• S’è capito qualcosa della meccanica?

Lo squarcio è di trenta metri. La Procura di Grosseto ha aperto un’inchiesta contro ignoti per naufragio, disastro e omicidio colposo. Verso le nove di sera, con tutti i passeggeri a cena distribuiti nei cinque ristoranti,s’è sentito prima un colpo, o comunque un rumore indefinibile (qualcuno parla di scricchiolii, altri di sibili), poi un boato e le stoviglie sono volate in terra. È mancata la luce, qualcuno ha spiegato che si trattava di un guasto al generatore, ma s’è presto capito che non poteva essere così perché la luce andava e veniva, mentre era chiaro che la mave si stava inclinando, la gente cadeva per terra, si sentivano grida e questo buio intermittente fatto apposta per moltiplicare il terrore. A un certo punto si sono sentiti i sette fischi brevi seguiti dal fischio lungo, il segnale di abbandono della nave. Alle tre di notte erano ancora a bordo tre-quattrocento persone.

Il comandante della nave ha detto che sono andati a incagliarsi in uno scoglio non segnalato, quindi lui sarebbe innocente.

È difficile che in una zona tanto battuta da imbarcazioni di ogni tipo vi siano scogli non segnalati. È anche vero che la manovra con cui il comandante ha portato la nave vicino al Giglio, facendola incagliare non lontano da terra, ha suscitato molto elogi. E però risulta non chiara la ragione per cui la Costa Concordia si trovava in quel punto. In molti, tra la gente di mare intervistata dagli inviati sul posto, dicono che quel punto è conosciuto per le sue secche.

• E davvero non credibile la versione del comandante?

Io non lo so. Ma “Il Tirreno” ha intervistato Luca Martinelli, comandante di yacht, e costui ha detto: «I sistemi di navi di quelle dimensioni sono tecnologicamente avanzatissimi. Per intenderci, l’ecoscandaglio è in grado di indicare la profondità di un fondale con un’approssimazione di una decina di centimetri. Questo significa che l’equipaggio si è trovato di fronte a un problema tecnico, oppure a causare l’avvicinamento eccessivo alla costa è stato un errore umano». Anche la Capitaneria ha aperto un’inchiesta di tipo amministrativo.

È vero che questo non è il primo incidente per la Costa Concordia?

La nave andò a sbattere contro la banchina del porto di Palermo nel 2008. Nessuna vittima, si aprì uno squarcio tra prua e fiancata destra e andò distrutto il portellone di prua. All’inaugurazione, il 7 luglio 2006 (con Eva Herzigova e Antonella Clerici) la bottiglia di champagne scagliata contro la fiancata non si ruppe. Dicono sia un cattivo segno.

[Giorgio Dell’Arti, La Gazzetta dello Sport 15 gennaio 2012]