Salmaggi e Pallavisini, 3 novembre 1942
Il sacrificio della brigata italiana Folgore
• Africa settentrionale. I controcarro dell’Asse seguitano a contenere la spinta dei corazzati alleati. Durante la notte sul 4, la 51ª divisione e una brigata della 4ª divisione indiana raggiungono d’impeto la pista di Rahman a sud di Teli el-Aqqaqir e infrangono lo schieramento controcarro italo-tedesco. Rommel, d’altronde, la stessa notte dà l’ordine di ripiegamento. Alcune divisioni italiane, tra cui la Folgore, formata da paracadutisti, restano a sacrificarsi per consentire lo sganciamento del grosso. Attivissima la RAF. Alle 10,30 Rommel aveva ricevuto un telegramma di Hitler, in cui gli si imponeva praticamente di mantenere le posizioni. Vi si leggeva, tra l’altro: “...Nella situazione nella quale vi trovate non ci può essere altro pensiero che quello di resistere, di non cedere di un passo e di impegnare nella battaglia ogni uomo e ogni arma ancora utilizzabili... Nonostante la sua superiorità, anche il nemico sarà allo stremo delle forze. Non sarebbe la prima volta nella storia che la volontà più forte trionfa sui battaglioni nemici più forti. Alle sue truppe lei non può indicare nessun’altra via se non quella che porta alla vittoria o alla morte”. [Salmaggi e Pallavisini]