Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2012  gennaio 14 Sabato calendario

S&P declassa mezza Europa. Italia in serie B

• Standard & Poor’s ha declassato nove Paesi europei motivando la scelta con la scarsa crescita in tutto il Continente. La Francia e l’Austria perdono la tripla A, l’Italia scende di due gradini, da A a BBB+ (lo stesso livello di Irlanda, Perù, Colombia e Kazakhstan) e da S&P fanno sapere che «potremmo ridurre il rating se il governo fallisce nell’attuare le riforme strutturali necessarie per la crescita». Perde due tacche anche la Spagna, da AA ad A, e due il Portogallo, che scivola a livello “spazzatura”. Due gradini in meno anche per Cipro e uno per Malta, Slovacchia e Slovenia.[Polidori, Rep]  

• L’Europa ha risposto con una nota del presidente dell’Eurogruppo Juncker: «Siamo determinati a fare tutto il possibile per mantenere la tripla A al fondo salva-stati, faremo di tutto per superare la crisi». E il commissario Ue Rehn: la decisione S&P è «incoerente». «Aberrante», secondo la Commissione. [Polidori, Rep]  

• Paesi europei ancora con la tripla A: Germania, Olanda, Finlandia e Lussemburgo. [Polidori, Rep]  

• Il premier Mario Monti è stato avvertito in anticipo da S&P del declassamento. Nel motivazioni, il paese è considerato «più vulnerabile ai rischi di finanziamento esterno», con «implicazioni negative su crescita e conti pubblici». Con Monti, il clima politico è «migliorato» ma c’è il rischio «che ci sia una opposizione alle attuali, ambiziose riforme». Nel gergo di S&P la serie B significa “adeguata capacità di rimborso, che però potrebbe peggiorare”. [Polidori, Rep] Per Monti il declassamento non è tanto un problema in sé, quanto per quello che può significare sul mercato del debito. Scrivono Bei e D’Argenio (Rep) che il premier avrebbe detto ai suoi: «I grandi fondi pensione americani, gli investitori istituzionali che comprano i titoli di Stato hanno vincoli severi, per statuto devono rispettare dei parametri prudenziali. Tra questi c’è spesso il divieto di acquistare debito pubblico da paesi senza la “A”. E questo può essere un problema in futuro».  

• Il ministro dell’Economia francese, Francois Baroin, ieri sera ha assicurato che il governo Sarkozy non varerà un nuovo piano di austerity dopo il declassamento. [Polidori, Rep]  

• Nicolas Sarkozy, che in ottobre si era lasciato sfuggire: «Se perdiamo la tripla A, sono morto».[Martinotti, Rep]  

• La situazione economica in Francia secondo Martinotti (Rep): una recessione alle porte, finanze pubbliche in condizioni ben più degradate di quel che si vuol far apparire (il deficit 2011 dovrebbe attestarsi al 5,5%), un indebitamento estero galoppante, una competitività sempre più barcollante dell’industria.  

• «Sì, le banche francesi sono in sofferenza, ma andiamo: che senso ha declassare la Francia, una delle economie più solide del mondo, che oltretutto ha fatto due manovre nel 2011 per 26 miliardi? Significa solo che le agenzie non sanno giudicare uno Stato. Discorso identico per l’Italia: anch’essa è un’economia più forte di quanto si ricava dal deficit o dal debito, e di manovre ne ha fatte per quasi il doppio. La ricchezza di un Paese non va valutata sulle statistiche ma nella sua completezza. Quanto vale il Colosseo? E il risparmio privato, lo sanno che è un cuscinetto formidabile contro qualsiasi crisi? Perché non riescono a interpretare lo “stato patrimoniale” e non solo il “conto economico” di un Paese?» (Jean-Paul Fitoussi). [Occorsio, Rep]