Rassegna, 14 gennaio 2012
S&P declassa mezza Europa. Italia in serie B
• Standard & Poor’s ha declassato nove Paesi europei
motivando la scelta con la scarsa crescita in tutto il Continente. La Francia e
l’Austria perdono la tripla A, l’Italia scende di due gradini, da A a BBB+ (lo
stesso livello di Irlanda, Perù, Colombia e Kazakhstan) e da S&P fanno
sapere che «potremmo ridurre il rating se il governo fallisce nell’attuare le
riforme strutturali necessarie per la crescita». Perde due tacche anche la
Spagna, da AA ad A, e due il Portogallo, che scivola a livello “spazzatura”.
Due gradini in meno anche per Cipro e uno per Malta, Slovacchia e Slovenia.[Polidori,
Rep]
• L’Europa ha risposto con una nota del presidente dell’Eurogruppo
Juncker: «Siamo determinati a fare tutto il possibile per mantenere la tripla A
al fondo salva-stati, faremo di tutto per superare la crisi». E il commissario
Ue Rehn: la decisione S&P è «incoerente». «Aberrante», secondo la
Commissione. [Polidori, Rep]
• Paesi europei ancora con la tripla A: Germania, Olanda,
Finlandia e Lussemburgo. [Polidori, Rep]
• Il premier Mario Monti è stato avvertito in anticipo da
S&P del declassamento. Nel motivazioni, il paese è considerato «più
vulnerabile ai rischi di finanziamento esterno», con «implicazioni negative su
crescita e conti pubblici». Con Monti, il clima politico è «migliorato» ma c’è
il rischio «che ci sia una opposizione alle attuali, ambiziose riforme». Nel
gergo di S&P la serie B significa “adeguata capacità di rimborso, che però
potrebbe peggiorare”. [Polidori, Rep] Per Monti il declassamento non è tanto un
problema in sé, quanto per quello che può significare sul mercato del debito. Scrivono
Bei e D’Argenio (Rep) che il premier avrebbe detto ai suoi: «I grandi fondi
pensione americani, gli investitori istituzionali che comprano i titoli di
Stato hanno vincoli severi, per statuto devono rispettare dei parametri
prudenziali. Tra questi c’è spesso il divieto di acquistare debito pubblico da
paesi senza la “A”. E questo può essere un problema in futuro».
• Il ministro dell’Economia francese, Francois Baroin, ieri
sera ha assicurato che il governo Sarkozy non varerà un nuovo piano di
austerity dopo il declassamento. [Polidori, Rep]
• Nicolas Sarkozy, che in ottobre si era lasciato sfuggire: «Se
perdiamo la tripla A, sono morto».[Martinotti, Rep]
• La situazione economica in Francia secondo Martinotti
(Rep): una recessione alle porte, finanze pubbliche in condizioni ben più
degradate di quel che si vuol far apparire (il deficit 2011 dovrebbe attestarsi
al 5,5%), un indebitamento estero galoppante, una competitività sempre più
barcollante dell’industria.
• «Sì, le banche francesi sono in sofferenza, ma andiamo:
che senso ha declassare la Francia, una delle economie più solide del mondo,
che oltretutto ha fatto due manovre nel 2011 per 26 miliardi? Significa solo
che le agenzie non sanno giudicare uno Stato. Discorso identico per l’Italia:
anch’essa è un’economia più forte di quanto si ricava dal deficit o dal debito,
e di manovre ne ha fatte per quasi il doppio. La ricchezza di un Paese non va valutata
sulle statistiche ma nella sua completezza. Quanto vale il Colosseo? E il
risparmio privato, lo sanno che è un cuscinetto formidabile contro qualsiasi
crisi? Perché non riescono a interpretare lo “stato patrimoniale” e non solo il
“conto economico” di un Paese?» (Jean-Paul Fitoussi). [Occorsio, Rep]