Rassegna, 13 gennaio 2012
Video choc dei marines, furore in Afghanistan
• Un
video, diffuso su Internet da un anonimo, mostra quattro marines urinare sui
cadaveri insanguinati di tre presunti talebani, probabilmente appena uccisi. I
militari sanno di essere ripresi da un loro compagno e ridono. «Passa una bella
giornata, amico», dice uno. Un altro aggiunge: «Dorata... come una doccia...
yeah». Quaranta secondi sufficienti a provocare reazioni globali. Soprattutto
perché talebani e americani sono vicini all’avvio di negoziati. Il segretario
alla Difesa Leon Panetta ha ordinato subito un’indagine e i quattro marines
sono stati identificati: fanno parte di un’unità con base a Camp Lejeune
(Carolina del Sud), schierata in Afghanistan dal 2001. Da Kabul il presidente
Hamid Karzai, è esploso: «Sono sconvolto per la profanazione. È qualcosa di
disumano. Voglio che i responsabili siano puniti». Veemente la reazione dei
talebani che, hanno denunciato «la barbarie». [Olimpio, Cds] Il portavoce talebano Zabihullah Mujahid: «Chissà
quante violenze del genere sono avvenute durante l’occupazione, e sono rimaste
nascoste». Mujahid ha chiesto il ritiro degli americani, ma ha aggiunto che
questo episodio non avrà effetti sulla trattativa diplomatica appena ripresa.
[Mastrolilli, Sta]
• «L’errore
più grave per un ufficiale è non intervenire subito di fronte a episodi orrendi
come questo. Il fattore tempo è decisivo. Ad Abu Ghraib gli episodi di abuso
sui prigionieri sono avvenuti perché i comandanti delle guardie hanno lasciato
fare all’inizio, davanti alle prime violazioni di disciplina. Altri episodi,
avvenuti altrove, confermano che un ufficiale deve intervenire subito, con
estrema inflessibilità, appena riscontra una violazione della disciplina.
Altrimenti si va incontro a comportamenti sempre peggiori» (William Nash, ex
capo delle truppe Usa in Bosnia). [Molinari, Sta]