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 2012  gennaio 13 Venerdì calendario

La Consulta boccia i referendum elettorali

• Ieri la Corte costituzionale ha dichiarato inammissibili i due referendum elettorali per abrogare il Porcellum, che erano stati proposti dai comitati, da Idv, Sel, Pli e da una parte del Pd con un milione e 200 mila firme raccolte. La Consulta non ha sollevato nessuna questione di costituzionalità dello stesso Porcellum. Ora la decisione dovrà essere motivata. La sentenza, affidata al relatore Sabino Cassese, sarà letta nella sua stesura completa nella camera di consiglio del 23 gennaio e quindi sarà votata. Se in quell’occasione si renderanno necessarie integrazioni o cancellazioni, il deposito in cancelleria subirà un ritardo. Magari dopo il 2 febbraio quando la Corte è chiamata a dirimere il conflitto sollevato dalla Camera per Silvio Berlusconi sul caso Ruby. In questi giorni a Palazzo della Consulta verranno valutate le osservazioni al Parlamento, che potrebbero accompagnare la motivazione, sulla necessità di cambiare la legge Calderoli. Ci vorranno ancora giorni, dunque, prima di conoscere qual è il limite che si sono imposti i giudici. [D.Mar., Cds]  

• La reazione più violenta alla decisione della Consulta è stata quella di Antonio Di Pietro, che ha tirato in ballo anche il Quirinale: «Quella della Corte non è una scelta giuridica ma politica per fare un piacere al capo dello Stato, alle forze politiche e alla maggioranza trasversale e inciucista che appoggia Monti: una volgarità che rischia di farci diventare un regime. A questo punto, per poter dire che la nostra democrazia sta sottoterra ci manca solo l’olio di ricino». Tutti i partiti, dal Pd all’Udc si sono dissociati dalle parole del leader dell’Idv. [Fuccaro, Cds] Napolitano ha risposto con una nota ufficiale alle accuse di Di Pietro, parlando di «insinuazioni volgari e gratuite, che denotano solo scorrettezza istituzionale». Poi il Capo dello Stato ha invitato il Parlamento a trovare presto un’intesa per cambiare l’attuale legge elettorale: ««alla luce della sentenza emessa dalla Consulta nel rigoroso esercizio della propria funzione, è ai partiti che spetta il compito di proporre e adottare modifiche della vigente legge elettorale secondo esigenze largamente avvertite dall’opinione pubblica». [Breda, Cds]  

• «(…) Raccontano le indiscrezioni che non c’è mai stata vera possibilità di ammettere i due quesiti. Troppo larga la maggioranza di quelli che si sono espressi contro. A partire dal presidente Alfonso Quaranta che ha aperto il giro di tavolo, e poi dal relatore Cassese, è stata presto demolita la tesi che si potesse far rivivere la legge precedente al Porcellum. Il punto è che si sarebbe creato inevitabilmente un vuoto normativo e ciò non è ammesso dalla dottrina costituzionale in materia elettorale. La questione era talmente evidente che gli stessi propugnatori avevano chiesto una sentenza innovativa che avrebbe addirittura dovuto codificare un lasso di tempo perché le Camere potessero aggiustare le cose, in caso di referendum (e di eventuale successo). E quando ieri mattina tra i giudici s’è votato se sì o no all’ammissibilità, non c’è stata partita. (…)». [Grignetti, Sta]