Rassegna, 12 gennaio 2012
Scienziato ucciso a Teheran. Lavorava all’arricchimento dell’uranio
• Uno scienziato iraniano, Mostafa Ahmadi Roshan, professore
universitario che lavorava per l’impianto nucleare di Natanz, nell’Iran
centrale, è stato ucciso in un attentato a Teheran mentre viaggiava in una
Peugeot 405, con l’autista e un passeggero. Due uomini su una motocicletta si
sono affiancati alla vettura e hanno applicato alla portiera destra una bomba
magnetica, subito esplosa uccidendo all’istante lo studioso che sedeva da quel
lato. Poche ore dopo è morto per le ferite anche l’autista, mentre l’altro
passeggero è in condizioni critiche. Roshan, 32 anni, era un ingegnere chimico
con la qualifica di vice direttore commerciale dello stabilimento nucleare dove
si arricchisce l’uranio. Aveva il compito di comprare materiale per Natanz, e
l’agenzia atomica di Stato l’ha subito definito «martire» della causa nucleare
iraniana. I canali tv di Teheran hanno diffuso le immagini della macchina
danneggiata, semicoperta da un tendone di plastica blu, con macchie di sangue e
detriti tutt’attorno sull’asfalto. Secondo il governo iraniano, che nega di
avere l’obiettivo di produrre un ordigno atomico con l’uranio trattato a
Natanz, il complotto per assassinare Roshan sarebbe stato organizzato da
Israele e dagli Stati Uniti per creare tensioni nel Paese, che tra due mesi
andrà alle urne, e per interferire con il piano nucleare iraniano. Ma il
segretario di Stato Hillary Clinton è stata chiara: «Nego categoricamente
qualunque coinvolgimento degli Stati Uniti in qualunque atto di violenza
all’interno dell’Iran». [Maggi, Sta]
• Sull’uccisione dello scienziato
a Teheran ricorda Maggi sulla Stampa: «È da un paio d’anni che gli scienziati
nucleari iraniani sono gli obiettivi di attentati simili a quello di ieri, cioè
con la tecnica della bomba magnetica. Il 12 gennaio 2010 era stato eliminato il
professore di fisica della Università di Teheran Masoud Ali Mohammadi, e nel
novembre di quello stesso anno in due attacchi simultanei un altro scienziato
era stato assassinato e uno ferito. Americani e israeliani hanno sempre negato
ogni coinvolgimento negli attentati. Ieri, appresa la notizia, il portavoce
militare israeliano Yoav Poli Mordechai ha detto: “Non so chi abbia ucciso lo
scienziato. Di sicuro non verso lacrime...”».