Salmaggi e Pallavisini, 23 agosto 1942
Disastroso bombardamento di Stalingrado
• Fronte sovietico. Il Gruppo di armate B tedesco sfonda a nord di Stalingrado in direzione del Volga, conquistando tra Rynok e Erzovka un saliente largo 8 km. 600 bombardieri della Luftwaffe attaccano la grande città industriale, provocando 40.000 morti. Ma i sovietici non perdono la testa, e il saliente viene “stabilizzato”. Per evitare l’accerchiamento, il grosso delle truppe sovietiche ripiega sulla città. Nell’ansa del Don, a Izbusenskij, il “Savoia Cavalleria” comandato dal col. Bettoni, attacca con 600 cavalleggeri 2.000 russi armati di mortai e mitragliatrici per consentire a italiani e tedeschi di chiudere la breccia aperta dai sovietici tra la 6ª armata tedesca e l’armata italiana. Gli italiani, con l’ultima carica di cavalleria della storia, sgominano il nemico. Sciabole e bombe a mano contro mortai e mitragliatrici: il prezzo della vittoria, di importanza locale, è altissimo. La bandiera con la svastica sventola sulla cima dell’Elbrus, raggiunta dai reparti alpini tedeschi. [Salmaggi e Pallavisini]