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 2012  gennaio 11 Mercoledì calendario

Malacalza non rilancia. Il San Raffaele in mano a Rotelli

• La proposta del gruppo di Giuseppe Rotelli da 405 milioni di euro per acquistare il San Raffaele non è stata pareggiata dalla cordata Ior-Malacalza e ora ha l’esclusiva.  Il consiglio della Fondazione San Raffaele, saldamente in mano agli esponenti della banca del Vaticano, ha già giudicato adeguata l’offerta anche se nelle ultime ore Malacalza ha inviato una lettera al cda contestando i termini dell’offerta di Rotelli. Ora la parola passerà ai creditori che il prossimo 23 gennaio si riuniranno per valutare il piano di rilancio del gruppo ospedaliero e votarlo. Con il sì della maggioranza, il piano verrebbe omologato. Fino a quella data rimane aperta la porta per una ulteriore proposta, a questo punto difficile. Nei prossimi giorni, il gruppo Rotelli dovrà mettere a disposizione della Fondazione i 405 milioni promessi, dopo di che gli asset dell’ospedale insieme con 350 milioni di debiti, costituiti dal Tfr maturato dai dipendenti e dai mutui immobiliari, passeranno al gruppo Rotelli insieme con il controllo della Newco, la nuova società che controllerà il San Raffaele. Nel frattempo, verranno avviate la cessione degli altri asset, come gli alberghi e gli immobili, e con l’ulteriore liquidità raccolta si provvederà a risarcire i crediti. [Galbiati, Rep]

• Giuseppe Rotelli inizia come docente di Istituzioni di Diritto romano a Torino, poi nel 1980, con l’aiuto di Intesa Sanpaolo, prende in gestione il Policlinico San Donato. Oggi sotto l’ombrello della Papiniano, la sua cassaforte, ci sono 18 ospedali con 3.956 posti letto e oltre 9mila dipendenti. L’83% degli 803 milioni di ricavi di Rotelli è garantito da prestazione finanziate direttamente dal servizio pubblico – in buona parte dalla regione Lombardia – e il 2010 si è chiuso con 10 milioni di profitti. Il regno di famiglia ha in cassa 270 milioni in contanti parcheggiati in conti correnti e depositi postali e ha in carico a soli 290 milioni di euro 300mila metri quadri di terreni e strutture ospedaliere che in realtà ne valgono almeno il quadruplo. Un bel pezzo del patrimonio di Rotelli è stato investito (e purtroppo per lui bruciato) sul Corriere della Sera. Oggi ha in portafoglio il 7,54% del capitale e l’11% dei diritti di voto in virtù di un’opzione d’acquisto che scade nel 2014 con Banco Popolare. Rotelli ha pagato 270 milioni per una partecipazione che oggi ne vale 39. [Livini, Rep]