Rassegna, 11 gennaio 2012
Monti alla Germania: più attenzione alla crescita e scatterà la protesta in Italia
• Alla vigilia della visita ufficiale a Berlino, Monti ha
concesso un’intervista al quotidiano liberalconservatore Die Welt, il cui
riassunto è questo: noi italiani abbiamo lanciato sacrifici pesanti, se l’Europa
non ci darà segnali di ripresa e lavoro in cambio, temo proteste anti-europee e
anti-tedesche nel mio Paese. Proteste contro la Germania, vista come leader
dell’intolleranza targata Ue, e contro la Bce. Io chiedo pesanti sacrifici agli
italiani, posso esigerli solo in cambio di vantaggi concreti. Noi siamo un
paese forte e un’economia che sa essere efficiente, ammiriamo il modello
tedesco di economia sociale di mercato, ma al momento il maggiore pericolo per
me viene non dalla politica interna bensì dal resto dell’Europa, se non ci
capirà. Tarquini sulla Rep cita i brani principali dell’intervista: «Quello che
chiediamo ed esigiamo dagli italiani sono grandi sacrifici, sono necessari, per
realizzare le riforme, che porteranno a una nuova, più forte crescita. In
questo senso per esempio sono necessarie liberalizzazioni del mercato del lavoro
che chiederanno sacrifici a molti cittadini. Come ci dicono tutti i sondaggi,
la maggioranza degli italiani lo ha accettato. Ma il problema è che in cambio
di questi sacrifici noi non abbiamo una concessione dalla Ue, per esempio sotto
forma di un calo dei tassi d´interesse. I sacrifici che gli italiani sopportano
porteranno benefici tra tre o cinque anni, per i nostri figli. E purtroppo devo
constatare che questa politica non riceve nella Ue l´apprezzamento e la
valutazione che obiettivamente merita. E se per gli italiani non ci sarà la
percezione di successi tangibili della loro disponibilità a risparmi e riforme,
ci saranno in Italia proteste contro l´Europa, anche contro la Germania vista
come il leader dell´intolleranza targata Ue, e contro la Banca centrale
europea. Chiedo agli italiani duri sacrifici, posso esigerli soltanto se si
vedono all´orizzonte vantaggi concreti. (…) Ho sempre avuto con la signora
Merkel un rapporto basato sul rispetto reciproco, ho sempre avuto un rapporto
eccellente col vostro ministro delle Finanze Schaeuble. Sa, ho sempre lavorato
per un´Italia che sia simile alla Germania nella misura del possibile. Ho
sempre voluto un´Europa della concorrenza e competitività, che si ispiri quanto
possibile all´idea di Ludwig Erhard dell´economia sociale di mercato. Vede, ho
una sensibilità molto tedesca. Ma ciò detto, l´Italia può tornare ad avere un
ruolo più grande in Europa, e lo avrà».