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 1942  luglio 28 Martedì calendario

La caduta di Rostov è causa di terrore in Unione Sovietica

Fronte sovietico. I bollettini russi annunciano la perdita di Rostov-na-Donu e di Novočerkassk. Anche i comuni cittadini si rendono conto che i tedeschi stanno per invadere il Kuban e il Caucaso. Il nemico ha attaccato Rostov non da ovest, come nel 1941, ma da nord e da nord-est, cioè nel settore più sguarnito. I russi sono stati presi dal panico, i reparti si sono sbandati, ufficiali di ogni grado e uomini di truppa sono stati fucilati per diserzione. L’annuncio della caduta di Rostov propaga un vero terrore nell’Unione Sovietica. Tre giorni dopo, Stalin proclamerà: “Non più un passo indietro!”. Ci si ritirerà ancora, ma si sa che non vi è più molto spazio per farlo: se i tedeschi non saranno fermati a Stalingrado e alle pendici del Caucaso, la guerra sarà perduta. Dopo la caduta di Rostov, nell’Armata Rossa viene introdotta una disciplina di ferro: i disertori vengono passati per le armi sul posto. Si ridà autorità alla casta degli ufficiali, subordinando ad essi i commissari politici, conferendo loro maggiore professionalità, ripristinando tra l’altro i galloni d’oro nelle uniformi, istituendo decorazioni ad essi riservate di ispirazione chiaramente patriottica e non di partito: l’ordine di Kutuzov, di Suvorov, di Aleksandr Nevskij, i “grandi antenati”. Tra qualche mese il ruolo dei commissari politici, che è già stato parzialmente ridimensionato, verrà ulteriormente ridotto. [Salmaggi e Pallavisini]