Salmaggi e Pallavisini, 17 luglio 1942
Sempre più critica la situazione dell’Asse a El Alamein
• Africa settentrionale. L’intervento dell’Afrikakorps in aiuto delle divisioni italiane Trieste e Pavia nel settore della Cresta di Miteirya (a sud- ovest del perimetro di El Alamein) riesce a bloccare un contrattacco delle truppe inglesi e ad evitare che lo schieramento dell’Asse ceda; ma le perdite delle forze italo-tedesche sono pesanti. Così Rommel riassume la situazione: “Quel giorno furono gettate in combattimento le ultime riserve tedesche. Le nostre forze erano ormai talmente esigue rispetto a quelle britanniche in costante aumento che cominciavamo già a ritenerci fortunati se fossimo riusciti a tenere la linea che occupavamo. Il nostro fronte era presidiato da reparti sparsi a causa delle enormi perdite subite dagli italiani... Eravamo rimasti praticamente senza riseve...”. Il problema dei rifornimenti rappresenta la nota dolente per gli italo-tedeschi: Rommel insiste per avere rinforzi, ma inutilmente e quando, realisticamente, in un incontro con Cavallero e Kesselring, il feldmaresciallo tedesco propone che le truppe dell’Asse arretrino da El Alamein a Sollum, viene seccamente messo a tacere; nell’occasione Cavallero afferma: “Ripiegamento è una parola che deve essere cancellata dal vocabolario della guerra in questo settore”. Dal canto loro gli inglesi sono in grado di ricevere rifornimenti e rinforzi con regolarità e continuità per cui possono sopportare l’assedio di El Alamein in assoluta tranquillità. [Salmaggi e Pallavisini]