Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 1942  luglio 17 Venerdì calendario

Sempre più critica la situazione dell’Asse a El Alamein

Africa settentrionale. L’intervento dell’Afrikakorps in aiuto delle divisioni italiane Trieste e Pavia nel settore della Cresta di Miteirya (a sud- ovest del perimetro di El Alamein) riesce a bloccare un contrattacco delle truppe inglesi e ad evitare che lo schieramento dell’Asse ceda; ma le perdite delle forze italo-tedesche sono pesanti. Così Rommel riassume la situazione: “Quel giorno furono gettate in combattimento le ultime riserve tedesche. Le nostre forze erano ormai talmente esigue rispetto a quelle britanniche in costante aumento che cominciavamo già a ritenerci fortunati se fossimo riusciti a tenere la linea che occupavamo. Il nostro fronte era presidiato da reparti sparsi a causa delle enormi perdite subite dagli italiani... Eravamo rimasti praticamente senza riseve...”. Il problema dei rifornimenti rappresenta la nota dolente per gli italo-tedeschi: Rommel insiste per avere rinforzi, ma inutilmente e quando, realisticamente, in un incontro con Cavallero e Kesselring, il feldmaresciallo tedesco propone che le truppe dell’Asse arretrino da El Alamein a Sollum, viene seccamente messo a tacere; nell’occasione Cavallero afferma: “Ripiegamento è una parola che deve essere cancellata dal vocabolario della guerra in questo settore”. Dal canto loro gli inglesi sono in grado di ricevere rifornimenti e rinforzi con regolarità e continuità per cui possono sopportare l’assedio di El Alamein in assoluta tranquillità. [Salmaggi e Pallavisini]