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 2012  gennaio 10 Martedì calendario

Il crollo in Borsa di Unicredit e Mps

• Nel primo giorno dell’aumento di capitale da 7,5 miliardi il titolo Unicredit è crollato del 12,84% arrivando a 2,28 euro, mentre i diritti (cioè l’opzione a sottoscrivere due nuove azioni ogni una a 1,943 euro), da ieri negoziabili, sono precipitati del 65,42% a 0,47 euro. Dal 4 gennaio Unicredit ha perso il 56,5%, più che dimezzando la propria capitalizzazione a 8 miliardi. I timori suscitati sul mercato da Unicredit hanno trascinato con sé Mps che ieri è sceso a 0,197 euro perdendo il 14,39%. Il direttore finanziario di Mps, Marco Massacesi, ha fatto sapere che l’istituto cercherà di trovare i 3,2 miliardi richiesti dall’Eba senza ricorrere a un aumento di capitale. [Massaro, Cds]  

• Sul crollo di Unicredit scrive Massaro (Cds): «Secondo fonti del consorzio di garanzia guidato da Mediobanca e Merrill Lynch, il crollo delle quotazioni è legato al fatto che molti azionisti starebbero vendendo i diritti per recuperare capitali necessari a sottoscrivere le azioni, diluendosi così solo parzialmente. È un’esigenza di autofinanziamento scelta per esempio da vari azionisti stabili, come la fondazione Cariverona, che ha programmato di diluirsi dal 4,2% al 3,5%. Allo stesso tempo, i soggetti interessati a entrare non comprano fin quando l’ondata di vendite di diritti non si sarà stabilizzata. Si vedrà oggi se queste operazioni sono arrivate vicino alla soglia minima, che comunque dovrebbe restare sopra l’1,943 euro dell’aumento».  

• Spiega Pica sul Cds che ai prezzi attuali Unicredit è in svendita e a rischio scalata: «Con il crollo della capitalizzazione al livello paradossale di 5,3 miliardi, basta meno della metà di questa cifra per assicurarsi il controllo di fatto sulla seconda banca italiana, la prima e unica paneuropea, 950 miliardi di attivo, rete estesa in 22 Paesi e 50 mercati. Una conquista che a (improbabili) bocce ferme aprirebbe la via alla grande finanza italiana, in virtù della posizione da primo socio di Unicredit in Mediobanca che a sua volta è azionista di riferimento delle Assicurazioni Generali e di Rcs».