Salmaggi e Pallavisini, 3 luglio 1942
Valutazione tedesca sullo stato dell’esercito sovietico
• Fronte sovietico. Secondo una valutazione fornita dal “Ramo Armate Straniere Est”, un ufficio del servizio informazioni tedesco specializzato nel raccogliere informazioni sull’esercito sovietico, alla data del 1° maggio 1942 i russi avevano perduto 7.300.000 uomini fra morti, feriti, invalidi permanenti e prigionieri. Poiché, secondo il rapporto, le forze mobilitabili dall’URSS assommavano a 17 milioni di uomini, se ne deduce che il potenziale umano ancora disponibile ai sovietici è di 9.700.000 uomini. Di questi, 7,8 milioni sono già alle armi (6 milioni nell’esercito, 1,5 milioni nell’aviazione, 300.000 nella marina da guerra): 4,5 milioni sono truppe di prima linea. Le riserve ancora mobilitabili sono circa 2 milioni di uomini. Sempre alla stessa data, i sovietici avevano perduto il 60% della loro produzione di coke, e tale perdita si è ripercossa sulla produzione siderurgica. A compensare il diminuito potenziale interno, tuttavia, l’URSS riceve cospicui aiuti alleati. Per la rotta artica di Murmansk sono giunti, al luglio 1942, ca. 2.800 carri armati, migliaia di aerei e locomotive. Non senza gravi sacrifici, come mostra la storia dei convogli PQ e QP (Islanda-URSS e viceversa). Tragica l’odissea del PQ-17, salpato il 27 giugno con 36 navi e una scorta poderosa. Temendo l’attacco di grandi unità tedesche, il 4 luglio l’Ammiragliato ordina alla scorta di ritirarsi e al convoglio di disperdersi. È una festa per U-Boote e Luftwaffe, che in pratica annientano le navi sparse: solo 11 arriveranno. [Salmaggi e Pallavisini]