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 1942  luglio 02 Giovedì calendario

Mozione di sfiducia contro Winston Churchill

Londra. Ai Comuni viene discussa la mozione di sfiducia presentata contro il primo ministro Winston Churchill dal deputato conservatore sir John Wardlaw Milne. I rovesci in Africa hanno messo in grave difficoltà il premier inglese che alla notizia della caduta di Tobruk è rientrato precipitosamente in patria da Washington. Ora anche i suoi migliori amici (come l’ammiraglio Keyes e Hore-Belisha) lo attaccano duramente sostenendo in pratica che la direzione della guerra deve essere assunta da una persona non coinvolta nel governo. L’inghilterra, si sostiene, “ha bisogno di un generalissimo; non può più accontentarsi di un primo ministro indipendente...”. È una situazione molto delicata. Nella risposta alla mozione di sfiducia Churchill sfodera tutta la sua aggressività, il suo realismo, la sua abilità dialettica. Dice, tra l’altro: “Le nostre forze erano superiori a quelle dell’Asse. Noi avevamo 100 mila uomini contro 90.000, di cui solamente 50.000 tedeschi. Era nostra la superiorità d’artiglieria nelle proporzioni di 8 a 5 e mettevamo in linea i nuovi obici semoventi. Ciò nonostante, Tobruk è caduta dopo una sola giornata di combattimento. Abbiamo ripiegato fino a Marsa Matruh mettendo 190 km di deserto tra la nostra 3ª armata e il nemico. Appena cinque giorni dopo, Rommel è arrivato davanti alla nostra nuova posizione e abbiamo dovuto sganciarci nuovamente, rientrare in Egitto, indietreggiare fino a El Alamein. Non capisco che cosa possa essere accaduto...”. La mozione viene respinta con 476 voti contro 25: Churchill può continuare a dirigere la guerra secondo i metodi e sistemi che gli sono congeniali. [Salmaggi e Pallavisini]