Salmaggi e Pallavisini, 22 giugno 1942
Le improbabili cifre ufficiali della campagna di Russia
• A un anno dall’invasione tedesca, il Sovinformbureau pubblica una Rassegna del primo anno di guerra, che fa il seguente bilancio delle perdite sofferte dalle due parti: Morti, feriti e prigionieri: Germania, circa 10 milioni, URSS, 4,5 milioni; cannoni perduti: Germania, 30.500, URSS, 22.000; carri armati: Germania, oltre 24.000, URSS, 15.000; aerei: Germania, oltre 20.000, URSS, 9.000. Queste cifre, alquanto improbabili, non sono state riprese dalle storie della II guerra mondiale pubblicate dai sovietici dopo il conflitto. Altrettanto improbabili, anzi inverosimili, le cifre ufficiali fornite dai tedeschi relativamente alle perdite subite nello stesso periodo: 271.612 morti e 63.730 dispersi. Più attendibili le cifre fornite, in merito alle perdite tedesche, dal Diario del gen. Halder, che espone la seguente progressione (morti, feriti e prigionieri, esclusi i malati): al 15 febbraio 1942, 946.000; al 10 maggio 1942, 1.183.000; al 20 maggio 1942, 1.215.000; al 10 giugno 1942, 1.268.000; al 30 giugno1942, 1.362.000. Al 10 settembre 1942 le perdite tedesche in morti, feriti e prigionieri saranno salite, in seguito alla campagna che precederà la battaglia di Stalingrado, a 1.637.000. Le cifre sovietiche vanno corrette in aumento, per quanto riguarda le perdite umane, mentre per quelle materiali potrebbero essere state “gonfiate” al fine di stimolare le industrie belliche alla massima produttività, nonché per ottenere più consistenti aiuti. Nella “Direttiva n. 41”, Hitler ha tracciato i seguenti obiettivi per la campagna d’estate: liquidazione dei sovietici in Crimea, conquista di Voronez per minacciare sia il settore centrale del fronte sia Stalingrado; accerchiamento ed eliminazione delle forze sovietiche nell’ansa del Don attaccando da nord (Voronez) e da sud (Taganrog). Aperta la strada per Stalingrado, conquista o distruzione della città; conversione verso il Caucaso per la conquista delle regioni petrolifere di Majkop, Groznyi e Baku; raggiungimento della frontiera turca, cosa che potrebbe indurre la Turchia a schierarsi con l’Asse. È previsto anche un nuovo tentativo di liquidare Leningrado. L’evolversi della campagna, con i suoi elementi imprevisti (i sovietici bloccano i tedeschi a Voronez, mentre cedono rapidamente a Rostov), induce Hitler a mutamenti strategici di grande portata: a voler attuare contemporaneamente, per esempio, la presa di Stalingrado e la conquista del Caucaso. Si tratta, commenterà in seguito Čuikov, di un madornale errore, gravido di funeste conseguenze per la Wehrmacht. [Salmaggi e Pallavisini]