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 1942  giugno 21 Domenica calendario

Presa Tobruk Mussolini chiede a Hitler di puntare su Malta

Africa settentrionale. Ore 2: il comandante della piazza di Tobruk, gen. H. B. Klopper, promette al suo superiore, il gen. Ritchie, che resisterà “fino all’ultimo uomo e all’ultima cartuccia”. Ore 6: il gen. Klopper chiede a Ritchie l’autorizzazione ad arrendersi. Ore 8: Klopper invia una delegazione (con bandiera bianca) per chiedere a Rommel i termini della resa: in mano tedesca cadono con Klopper altri cinque generali e 30.000 uomini della 2ª divisione sudafricana, della XXIX brigata indiana e di due battaglioni delle Guardie. Il gen. Ritchie decide di ripiegare su Marsa Matruh, in Egitto, e ordina al XIII corpo di rallentare l’avanzata nemica mentre il XXX corpo provvederà a organizzare le difese di Marsa Matruh. Verso sera Hitler in persona telegrafa a Rommel che gli invierà il bastone di maresciallo. “Sarebbe meglio se mi inviaste una divisione” risponde la “volpe del deserto”. Con la conquista di Tobruk Rommel si impadronisce di 2.000 t di benzina, 5.000 t di vettovaglie, di abbondanti quantitativi di munizioni e quasi 2.000 veicoli funzionanti, del porto e di un grande impianto per distillare l’acqua. La vittoria è costata a Rommel (dal 26 maggio) 3.360 uomini dei quali ben 300 sono ufficiali (cioè il 70% del totale degli ufficiali dell’Afrikakorps); circa 3.000 sono le perdite italiane. Nell’occasione Mussolini scrive a Hitler sollecitando una decisione in rapporto alla progettata invasione di Malta: “È mio avviso, e certamente anche il vostro, che bisogna consolidare, e, al più presto, ampliare i risultati raggiunti. Al centro del nostro quadro strategico sta il problema di Malta, a proposito del quale abbiamo preso a suo tempo le note decisioni. Ora, per mantenere i risultati conseguiti in Marmarica e provvedere alle future esigenze, occorre poter eseguire con sufficiente sicurezza i necessari trasporti. L’occupazione di Malta, oltre a risolvere il problema dei traffici nel Mediterraneo, ci restituirebbe la piena disponibilità delle forze aeree”. Con questo messaggio Mussolini sottopone all’alleato un problema che da lungo tempo il comando italiano sta studiando e preparando anche dal punto di vista operativo, cioè il progetto (Operazione C. 3) che prevede lo sbarco a Malta. Ne sono stati promotori il capo di Stato Maggiore italiano gen. Ugo Cavallero e il feldmaresciallo tedesco Albert Kesselring. I due alti ufficiali si sono resi conto dell’importanza che l’isola ricopre nell’ambito del conflitto nell’area del Mediterraneo anche per favorire la guerra di Rommel in Africa. Il piano è stato studiato fin nei minimi particolari e ora i soldati del corpo da sbarco, dopo un meticoloso addestramento lungo le scogliere di Calafuria, a sud di Livorno, che presentano le stesse caratteristiche morfologiche di quelle di Malta, sono stati trasferiti in Sicilia in attesa dell’ordine di partenza (si trovano nell’isola da aprile). Ma Rommel vuole la precedenza: dapprima chiede (e ottiene) da Hitler di poter attaccare Tobruk (gli italiani si accontentano dell’impegno formale del comandante tedesco che una volta conquistata la piazzaforte africana Rommel si fermerà per dare la possibilità di realizzare lo sbarco) poi, una volta conquistata la città, dichiara (e lo fa sapere ad Hitler) che non intende fermarsi: “Io proseguo per Suez” dichiara “e spero che gli italiani mi seguano”. Per tagliare la testa al toro, Rommel si rivolge direttamente a Hitler, facendogli balenare davanti agli occhi una incredibile avanzata verso Suez e una (impossibile) occupazione dei pozzi petroliferi del Golfo Persico. Hitler, molto sensibile al fascino del suo prediletto Rommel e soprattutto entusiasmato dalla grandiosità del piano propostogli, finisce per sposare l’alternativa del comandante dell’Afrikakorps. Si tratta però, a questo punto, di calmare e persuadere l’alleato italiano che gli ha appena inviato il messaggio in cui chiede espressamente l’intervento a Malta. [Salmaggi e Pallavisini]