Salmaggi e Pallavisini, 14 giugno 1942
Il gen. Auchinleck ordina di tenere Tobruk ad ogni costo
• Africa settentrionale. Il gen. Ritchie ordina la ritirata delle divisioni più avanzate del XIII corpo, la 1ª sudafricana e la 50ª britannica, venute a trovarsi in situazione precaria dopo la perdita di El Adem e di molti carri armati. Le due divisioni, l’una passando per il litorale, l’altra all’interno, ripiegano sul confine egiziano. Gli italo-tedeschi attaccano in direzione di Acroma ma, nonostante la superiorità in fatto di mezzi corazzati, compiono progressi irrilevanti. “Comunque” dice il gen. Auchinleck “Tobruk deve essere tenuta e non si deve consentire al nemico di investirla”. Probabilmente il comando supremo del Cairo non conosce la reale situazione dell’8ª armata. Il gen. Auchinleck informa Churchill che il comandante dell’8ª armata, gen. Ritchie, prospetta la possibilità che gli inglesi debbano ritirarsi sulla “vecchia frontiera”, cioè al confine con l’Egitto. Churchill si allarma: che ne sarà di Tobruk? E telegrafa ad Auchinleck: “Presumo che in ogni caso non si pensi minimamente di evacuare Tobruk”. La risposta del comandante in capo delle forze inglesi nel Medio Oriente è rassicurante: “Il gen. Ritchie si prepara a lasciare a Tobruk le forze da lui ritenute sufficienti a difenderla, anche nel caso che la piazzaforte dovesse venire temporaneamente isolata... con scorte adeguate di munizioni, carburante, viveri e acqua”. Intanto nel settore di Gazala le forze dell’Asse, superata la località di Acroma e la via Balbia, raggiungono la costa ad ovest del perimetro di Tobruk. [Salmaggi e Pallavisini]