Rassegna, 9 gennaio 2012
La Tobin Tax divide l’Europa
• David Cameron, parlando alla Bbc, ha fatto sapere di
essere nettamente contrario alla Tobin Tax, la tassa sulle transazioni
finanziarie. «Non è logica , se non verrà introdotta in altri paesi. Noi
abbiamo uno dei mercati finanziari più competitivi e di maggiore successo e una
tassa soltanto europea lo danneggerebbe, ci costerebbe posti di lavoro e
gettito fiscale, vedremmo molte aziende del settore andarsene da Londra.
Insomma per noi non avrebbe alcun senso e perciò io mi opporrò, a meno che il
mondo intero decida in tempi brevi di adottare una tassa simile».
[Franceschini, Rep] Sarkozy la vuole fortemente, la Germania ha qualche riserva.
Contrari Stati Uniti e potenze asiatiche. Spiega Zatterin (Sta): «L’idea si
basa sulla formula sviluppata dall’economista americano James Tobin all’inizio
degli Anni Settanta. Si considera che dopo il 2007 le banche sono state salvate
dalla crisi con denaro pubblico e che, dunque, sia giusto che ora diano un loro
contributo ai governi che le hanno tolte dai guai rinunciando a parte dei loro
incassi. “Equo e fattibile”, assicura la Commissione Ue che ha aperto il
dibattito a mettendo sul tavolo una proposta per scremare i ricchi» (su come
funziona la Tobin Tax, vedi anche Puledda su Rep pg 11). Il problema è che se
venisse adottata solo dall’Europa si rischierebbe un deflusso di attività
finanziarie.
• Le tasse a livello europeo devono essere approvate da
tutti e 27 i membri. Quindi un veto della Gran Bretagna sulla Tobin Tax metterebbe
fine al progetto. [Franceschini, Rep]