Rassegna, 7 gennaio 2012
La protesta dei tre ex dipendenti Trenitalia contro il taglio dei notturni
• Da trenta giorni e trenta notti tre addetti ai vagoni letto, licenziati
da Trenitalia, si sono barricati su una torre faro nella stazione Centrale di
Milano. Carmine Rototare, Oliviero Cassini e Giuseppe Gison rivogliono indietro
il loro posto di lavoro e non hanno intenzione di scendere. Ai piedi della
torre c’è un presidio a rotazione che, con il passare dei giorni, è diventato
sempre più numeroso. Scrive la Querzé (Cds): «Il pellegrinaggio di chi porta legna e cibo è
continuo. Vicino a casse e catene c’è una montagna di panettoni. L’abbondanza è
tale che il trio, aggrappato al faro e alle speranza, è stato messo a dieta dal
medico di Emergency che nei giorni scorsi ne ha controllato le condizioni
sanitarie. Ci sono anche i milanesi che mettono mano al portafogli. “Qualche
giorno fa un imprenditore ci ha portato una busta con cinquemila euro in
banconote da 500. Non credevamo ai nostri occhi — racconta ancora sorpreso
Angelo Mazzeo, uno dei pilastri del presidio —. Ma a colpire di più è stato
l’arrivo di un’elegante e distinta signora, la vigilia di Natale, con due
bambini per mano: Ci ha portato un salvadanaio: 200 euro in monete da dieci,
venti e cinquanta centesimi!”. In questo mese il presidio della Centrale ha
raccolto 7-8 mila euro».
• Da inizio dicembre Trenitalia ha tagliato una buona parte dei 22 mila
treni notturni. 800 posti in meno
in Italia di cui 140 Lombardia.