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 2012  gennaio 06 Venerdì calendario

Il Fisco, attaccato dal lato di Equitalia (un proiettile recapitato alla sede di Livorno, polvere sospetta con corredo di insulti spedita all’agenzia di Caserta, dieci volantini inchiodati alla porta d’ingresso di quella di Casarano-Lecce), risulta invece simpatico nella versione Cortina, anzi simpaticissimo, come chiunque può vedere facendo il giro di Facebook, Twitter e social network vari

Il Fisco, attaccato dal lato di Equitalia (un proiettile recapitato alla sede di Livorno, polvere sospetta con corredo di insulti spedita all’agenzia di Caserta, dieci volantini inchiodati alla porta d’ingresso di quella di Casarano-Lecce), risulta invece simpatico nella versione Cortina, anzi simpaticissimo, come chiunque può vedere facendo il giro di Facebook, Twitter e social network vari. Il microcosmo di furbetti scoperti a Cortina – e ci mettiamo anche i commercianti con gli incassi a un tratto quadruplicati – ha un corrispettivo in un macrocosmo impressionante di evasori che secondo l’Istat sottraggono al Fisco 275 miliardi l’anno, ossia il 17,5% di tutto il Pil. Neanche la storia dei macchinoni intestata a gente che in base alla dichiarazione muore di fame è particolarmente sorprendente. Tra i 27 milioni di contribuenti che denunciano un reddito inferiore ai 20 mila euro l’anno ce ne sono 188 mila che possiedono automobili di lusso. Tra i possessori di barche più lunghe di 10,1 metri ce ne sono 42 mila che guadagnano meno di 20 mila euro al mese e 518 di questi hanno anche l’aereo o l’elicottero (quindi devono sostenere, con 1.500 euro al mese, spese di rimessaggio, manutenzione, carburante ecc.). Secondo lo stesso rapporto dell’Anagrafe tributaria che stiamo citando – e che risale allo scorso 10 dicembre – c’è poi da prendere in considerazione seriamente il gruppo di evasori della casa: la mappatura del territorio, eseguita dalla medesima agenzia, ha portato alla luce due milioni di particelle (terreni) su cui insistono abitazioni o villette o magari addirittura villone sconosciute al Catasto.

Qualche settimana fa “Striscia la notizia” ha mostrato certi paesi della Calabria dove tutti si costruiscono ville e villette s terreni di proprietà ma senza nessun permesso, e se uno si avvicina o fa troppe domande (come è capitato al cronista di Antonio Ricci) rischia pure le botte.

Ieri Luca Ricolfi ha scritto sulla “Stampa”: «Pur di salvare il principio astratto che il lavoro deve essere pagato decentemente e iperprotetto, Stato e sindacati tollerano di buon grado che in un quarto del territorio nazionale si possa operare in modo del tutto irregolare, non solo sul versante dei salari ma su quasi tutto il resto (dal mancato pagamento del canone Rai alla violazione di ogni norma igienica, di sicurezza, antinfortunistica, etc.). Il fatto è che se volesse intervenire contro l’illegalità, lo Stato dovrebbe militarizzare circa un quarto del territorio nazionale, e distruggere un paio di milioni di posti di lavoro che si reggono sui bassi salari». Capito? In un quarto del paese non si versano contributi, non si pagano né l’Irpef né l’Iva né l’Irap, nom si rispettano le norme di sicurezza, eccetera. E nessuno dice niente.

• Quella è Gomorra, cioè sostanzialmente un pezzo di Sud.

Infatti a Cortina hanno reagito dicendo: «Perché venite a rompere proprio qui? Perché non andate nel Meridione, dove ne combinano di tutti i colori?». Risposta sbagliata.

Però non priva di una sua verità.

No, sbagliata. Intanto non ci sono scuse per non pagare le tasse. Tu pretendi pure che quel quarto di Paese terra di nessuno venga risanato, ma intanto versa il dovuto. Il dovuto è troppo? Impegnati in una battaglia politica per cambiare le cose. Mentre le dico questo, ammetto che dentro una voce mi fa: il Paese è vecchio, non ha più voglia.

• È vero però che Cortina è stata soprattutto una furbata.

Il ministro delle Tasse è lo stesso Monti. Impossibile non sapere che il blitz del 30 dicembre avrebbe avuto grande risonanza sui giornali e in tv. Lo stesso Befera, capo dell’Agenzia delle Entrate, era in vacanza a Cortina. Che i controlli avessero innanzi tutto uno scopo mediatico è ovvio. Ed è anche giust sapere che il fisco fa finalmente la cosa più semplice – s’imbatte in una Porsche da 150 mila euro, va a vedere quando dichiara il proprietario – ha riempito di gioia il popolo dei non-evasori, che si rode il fegato a sapere che qualcuno la sfanga. Cicchitto e la Santanché, nel criticare la Guardia di Finanza, hanno confermato una preoccupante sordità politica nei confronti del sentimento pubblico, che stavolta sta con le guardie e contro i ladri. Monti, che ogni giorno di più si rivela maestro di comunicazione (vedi l’eleganza con cui ha disintegrato Calderoli sulla storia della festa di Capodanno a Palazzo Chigi), ha mandato col blitz di Cortina un messaggio molto precis guardate che stavolta facciamo sul serio. Se seguiranno i fatti, cioè un recupero effettivo di evasione, avrà vinto la sua battaglia.

• Ci sono gli strumenti per vincere questa battaglia?

Sembra di sì. C’è la limitazione del contante, la sparizione del segreto bancario e soprattutto il cervellone Serpico, duemila server stipati a Roma nei sotterranei della Sogei che utilizzano 22 mila informazioni al secondo relative alle transazioni finanziarie italiane. Se i movimenti di denaro non sono coerenti col tenore di vita denunciato, si sente un bip. E dopo quel bip non dovrebbe esserci – speriamo - una vacanza a Cortina.

[Giorgio Dell’Arti, La Gazzetta dello Sport 6 gennaio 2012]