Rassegna, 5 gennaio 2012
Polizia e governo, scontro sulle carceri
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Uscendo dall’audizione di ieri in commissione Giustizia, il vice capo della
polizia Francesco Cirillo ha detto: «Il detenuto sta meglio in carcere». Era
una critica esplicita al decreto «svuota carceri» voluto dal ministro della
Giustizia Paola Severino, che vorrebbe portare nelle camere di sicurezza a
disposizione di Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza i detenuti in attesa
di processi per direttissima. Secondo Cirillo «Le celle di sicurezza sono
troppo poche e non rispettano la dignità dei detenuti. Le camere di sicurezza
oggi disponibili in Italia sono in tutto 1.057. In base alle norme del decreto
dovrebbero ospitare, entro 48 ore dal fermo, persone arrestate per reati non
gravi e in attesa di processi per direttissima. Ma non bastano. E, oltre a
questo, le forze di polizia non sono organizzate né attrezzate per la custodia
degli arrestati». Il vice capo della polizia è stato sferzante anche sui
braccialetti elettronici per i detenuti: «Costano cinquemila euro l’uno,
fossimo andati da Bulgari avremmo speso meno...». La convenzione per i
braccialetti elettronici fra il ministero della Giustizia e la Telecom in realtà
è scaduta a fine anno e il ministero non l’ha rinnovata (era una convenzione da
11 milioni di euro per 450 braccialetti). Nonostante le polemiche il ministro
Severino ha fatto sapere che il decreto andrà avanti, anche se aperto a tutte
le modifiche del caso. [Arachi, Cds]
• Il
braccialetto elettronico, in realtà una cavigliera. È stato sperimentato per la
prima volta a Milano su Augusto Cesar Tena Albirena, un peruviano
trentaquattrenne, che si dichiarò volontario per l’esperimento. E che dopo poco
più di due mesi riuscì a togliersi il braccialetto e a dileguarsi nel nulla.
[Al.Ar., Cds]