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 2012  gennaio 04 Mercoledì calendario

P3, Dell’Utri e Verdini verso il processo

• La procura di Roma ha chiesto il rinvio a giudizio del coordinatore del Pdl Denis Verdini e del senatore Marcello Dell’Utri nell’ambito dell’inchiesta sulla P3. Sono accusati, insieme ad altre 18 persone, di associazione segreta «volta a condizionare il funzionamento degli organi costituzionali». Per il procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo e il sostituto Rodolfo Sabelli devono presentarsi alla sbarra anche l’imprenditore Flavio Carboni, Arcangelo Martino, ex assessore al Comune di Napoli e l’ex giudice tributarista Pasquale Lombardi. C’è poi un altro filone dell’inchiesta che contesta il reato di corruzione nell’ambito dell’eolico in Sardegna e per questo si è chiesto il rinvio a giudizio anche per il governatore Ugo Cappellacci. Scrive la Longo (Sta): «Vario e ampio il raggio d’azione nel quale, secondo i magistrati, agivano gli indagati. Si sarebbero adoperati per influenzare la decisione della Consulta nel giudizio sul cosiddetto lodo Alfano, intervenivano ripetutamente sul vicepresidente del Csm (all’epoca dei fatti Nicola Mancino), sui componenti del Csm per indirizzare la scelta dei candidati e incarichi direttivi (come le pressioni per la nomina di Alfonso Marra presidente della Corte di appello di Milano). E ancora: ingerenze sulla Corte di cassazione per anticipare l’udienza sulla discussione sulla misura cautelare nei confronti di Nicola Casentino e allo “scopo di favorire una conclusione favorevole alla parte privata di cause pendenti di natura civile (Lodo Mondadori)”. Su queste contestazioni si basa l’accusa di corruzione all’ex presidente della Cassazione, Vincenzo Carbone, che avrebbe ottenuto in cambio la promessa di incarichi una volta raggiunta l’età del pensionamento. Di corruzione sono accusati anche Verdini e Dell’Utri. L’abuso d’ufficio per Cappellacci è ipotizzato invece in relazione alla nomina di Ignazio Farris a capo dell’Agenzia regionale per l’ambiente della Regione Sardegna - che nelle intenzioni di Carboni & C. avrebbe dovuto concedere a una serie di aziende che a lui facevano riferimento le licenze per costruire gli impianti eolici nell’isola -, in quanto deliberata “su istigazione di Carboni e Verdini”, che “agivano in concorso con Dell’Utri e con Farris”».