Rassegna, 2 gennaio 2012
L’Iran testa un nuovo missile nel Golfo persico
• L’Iran ha testato con successo un missile a media gitatta
“superficie-aria”, durante l’esercitazioni navali nello stretto di Hormuz. Il
missile sarebbe in grado di ingannare radar e contromisure elettroniche secondo
l’ammiraglio iraniano Mahmud Mousavi. Il lancio è avvenuto poche ore dopo che
Obama aveva approvato una legge che prevede nuove sanzioni per le istituzioni
che abbiano rapporti con la banca centrale iraniana. Spiega la Mazza (Cds) che
«le nuove misure si aggiungono a quattro serie di sanzioni Onu e ad altre
unilaterali che colpiscono gli investimenti occidentali nel settore petrolifero
iraniano, rendendo più difficile il trasferimento di denaro da e verso l’Iran.
Poiché alle istituzioni finanziare americane è già generalmente vietato fare
affari con qualunque banca iraniana, la nuova misura di Washington necessita di
appoggio internazionale – l’Unione europea presto prenderà in esame simili
sanzioni».
• Secondo la stampa di Teheran, gli scienziati iraniani hanno prodotto per la prima volta una barra di combustibile nucleare da depositi d’uranio nel paese. Spiega Molinari (Sta) che «si tratta di un risultato che consente a Teheran di non dipendere da forniture straniere per alimentare i propri reattori: le barre contengono uranio arricchito a livelli bassi e consentono di produrre calore attraverso una reazione nucleare che non porta alla fusione. “E’ un grande risultato che lascerà perplessi quei Paesi occidentali che hanno scommesso sul fallimento nucleare dell’Iran”, commenta il Teheran Times. Nel caso della Nord Corea la produzione di combustibile spianò la strada al raggiungimento dell’atomica ma in questo caso fonti dell’Aiea hanno espresso perplessità, facendo presente che più volte l’Iran ha vantato inesistenti progressi sul nucleare».