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 2012  gennaio 02 Lunedì calendario

Il discorso di fine anno di Napolitano

• Il discorso di fine anno del Presidente Napolitano è durato 21 minuti. Il messaggio principale è stato: l’Italia sta vivendo un momento di forte crisi ma può e deve farcela.  Il capo dello Stato ha ammesso che «l’emergenza resta grave» e che è faticoso riguadagnare terreno dopo aver perso credibilità e accumulato un debito pubblico che «pesa come un macigno». Ma i sacrifici, ha proseguito, «non risulteranno inutili», perché «l’Italia può e deve farcela». Per far crescere l’economia bisogna ridurre la spesa pubblica e battere «una massiccia, distorsiva e ingiustificabile evasione fiscale». Il Paese ha davanti «grandi prove», ha detto ancora Napolitano: deve coniugare rigore e crescita, deve reagire alle «minacce incombenti di recessione» e ripensare le politiche del lavoro. Qui il Presidente ha chiesto ai sindacati lo stesso «slancio costruttivo» e la capacità di «fare sacrifici» mostrati in altre fasi di emergenza: «Non è stato forse così negli anni della ricostruzione industriale, dopo la liberazione del Paese? Non è stato forse così in quel terribile 1977, quando c’era da debellare un’inflazione che galoppava oltre il 20 per cento e da sconfiggere l’attacco criminale quotidiano e l’insidia politica del terrorismo brigatista?». A Silvio Berlusconi il capo dello Stato ha reso il merito di aver «preso responsabilmente atto» di una «travagliata crisi politica» e ha lodato le forze politiche per il largo sostegno accordato al governo Monti, che ha scongiurato lo scioglimento «precipitoso» delle Camere: consegnare il Paese allo scontro elettorale sarebbe stato un «azzardo pesante» secondo Napolitano. [Guerzoni, Cds]