La Gazzetta dello Sport, 24 dicembre 2011
Mentre lo spread è di nuovo salito oltre quota 500 e l’Italia paga rendimenti intorno all’8%, Monti ha ricevuto Alfano, Cicchitto, Gasparri, poi quelli dell’Udc (Casini) e a quanto pare ha anche intenzione di incontrare Bersani
Mentre lo spread è di nuovo salito oltre quota 500 e l’Italia paga rendimenti intorno all’8%, Monti ha ricevuto Alfano, Cicchitto, Gasparri, poi quelli dell’Udc (Casini) e a quanto pare ha anche intenzione di incontrare Bersani. Tutte mosse che aumentano il tasso politico di un governo che si vuole considerare tecnico. I discorsi di ieri riguardano, in generale, la crescita, come ha detto poi Alfano ai cronisti. Gasparri ha spiegato che, secondo il Pdl, le vere liberalizzazioni non riguardano le categorie («che noi abbiamo a buon diritto tutelato») ma l’energia, i trasporti e i servizi pubblici locali. Casini ha confermato la sua idea che in questo momento è soprattutto indispensabile «non creare intralci, con Monti gioca la Nazionale». Gli edicolanti, in lotta contro la liberalizzazione dei punti-vendita di giornali e riviste, hanno disdetto i tre giorni di sciopero inizialmente proclamati per il 27-28-29 dicembre: gli è stato sufficiente, per ora, ottenere un «tavolo tecnico», convocato il 10 gennaio, in cui si discuterà il problema.
• Intanto è assodato che la manovra è al 90 per cento
fatta di tasse.
Già, la Banca d’Italia prevede che nei prossimi due
anni la pressione fiscale salirà al 45%.
• Vogliamo rifare la lista di tutte queste benedette
nuove tasse che ci sono cascate in testa?
La botta più forte viene dall’Imu, Imposta
Municipale Unica, ribattezzata subito Super Imu, che dovrebbe dare un gettito
di 10 miliardi. Si pagherà un’imposta del 4 per mille sulla prima casa, cioè
400 euro per ogni centomila di valore. Per calcolare questo valore bisogna
prendere la stima catastale dell’appartamento o dell’immobile e aumentarla del
60% (è a questa operazione che si allude quando si dice che «è stata allargata
la base imponibile»). Dal numero così ottenuto bisognerà sottrarre 50 euro per
ogni figlio che sta ancora in casa, fino a un massimo di 400 euro (scordarsi
dell’eventualità in cui, uscendo fuori un valore negativo, si riceveranno soldi
dallo Stato…). Mediamente, secondo i calcoli della Uil, per ogni famiglia
questa voce costerà 133 euro. Sulla seconda casa (e sulle case successive alla
seconda) l’aliquota da pagare sarà del 7,6 per mille e non saranno ammesse
detrazioni. Quindi: 760 euro per ogni centomila di valore (ottenuto col solito
moltiplicatore). Teniamo conto del fatto che i comuni avranno la facoltà di
aumentare queste due aliquote di un 3 per mille, e lo faranno quasi tutti
certamente: in cambio di questo, lo Stato si accinge infatti a tagliare i
trasferimenti. Dal 2013 si pagherà di più anche per i rifiuti (Tarsu), dato che
la tassa sarà proporzionale non solo ai metri quadri, ma anche al numero dei
componenti la famiglia.
• Poi ci sono l’Iva e l’Irpef.
Sull’Iva c’è poco da dire: da ottobre aumentà di due
punti (da 21 a 23 e da 10 a 12). Unica speranza: che il governo tagli alcune
delle 720 agevolazioni Irpef. Se l’Iva aumenterà davvero ci saranno effetti
ulteriori sul prezzo della benzina, dato che l’Iva si aggiunge alle accise.
Ricordiamo che l’aumento della benzina è già scattato (9,93 centesimi, Iva
compresa). Quanto all’Irpefl’addizionale regionale è stata portata dallo 0,9 all’1,23%, per un
valore medio di 152 euro a contribuente a biennio. Il guaio di questa
addizionale è che si calcola sull’imponibile pieno, prima di dedurre carichi
familiari e detrazioni da lavoro. La stangata arriverà a maggio, con la
denuncia dei redditi: conguaglio in busta paga (la misura è retroattiva, cioè
considera i redditi fino al 1° gennaio 2011). Intanto a marzo si pagherà il 30%
di acconto sull’aumento del 2012. Da tutto questo il governo s’aspetta di
ricavare due miliardi.
• È vero che pagheremo una tassa anche sui soldi
che teniamo in banca?
Trentaquattro euro virgola 20 se teniamo sul conto
una somma media superiore ai cinquemila euro. Si pagherà invece una tassa su
tutte le attività finanziarie, i cosiddetti conti-titoli: l’1 per mille nel
2012 e l’1,5 per mille nel 2013. Un’imposta con le stesse aliquote sarà
applicate sulle attività detenute all’estero e a chi si è fatto scudare i
capitali dall’ultima mossa di Tremonti si applicherà un’imposta del 4 per
mille. Procedura, questa, che sarà molto contestata e per cui si prevedono
contenziosi importanti: in un certo senso, in questo caso, lo Stato sta
mancando alla parola data a suo tempo, e sia pure nei confronti di una
categoria detestabile come gli evasori.
• Non abbiamo considerato il capitolo pensioni.
In due parole, è confermato quello che abbiamo già
scritto molte volte: le pensioni di anzianità sono di fatto abolite, non ci si
potrà ritirare se non con 41-42 anni di contributi, saranno difese
dall’inflazione solo le pensioni inferiori ai 1.400 euro mensili.
[Giorgio Dell’Arti, La Gazzetta dello Sport 24 dicembre 2011]