La Gazzetta dello Sport, 19 dicembre 2011
Tremonti dice che il governo avrà forse bisogno di una seconda manovra, Passera gli risponde subito di no, «avremo bisogno di altre risorse, ma le troveremo in un altro modo»
Tremonti dice che il governo avrà forse bisogno di una seconda manovra, Passera gli risponde subito di no, «avremo bisogno di altre risorse, ma le troveremo in un altro modo».
• Già, Tremonti. Che fine aveva fatto?
Marcello Veneziani, sul Giornale, gli aveva appena
dedicato una specie di poesia in prosa. «Ma avete notizia di Tremonti? Fu
erroneamente imballato tra i cartoni del trasloco dal ministero? È fuggito con
Marco Milanese in Patagonia? Prese i voti e si fece suora di clausura? Fu
trafugata la sua salma dall’odiato Brunetta?» e così via sfottendo. Senonché
sta per uscire un suo libro, e per far propaganda al proprio libro ognuno di
noi è disposto a quasi qualunque cosa. Il suo silenzio era elegantissimo, ma…
Così ha accettato di andare in tv da Lucia Annunziata e qui, mentre annunciava
che questo suo nuovo volume contiene un programma politico, non ha potuto
esimersi dal giudicare la manovra, Mario Monti e il resto.
• Facciamo una piccola antologia.
«La manovra andava fatta, l’avremmo fatta anche noi, era
scritto nei documenti, magari con strumenti diversi e probabilmente non così
sbilanciata dal lato delle tasse. Questo è oggettivo. Sulla crescita non ci
siamo. Il rigore poteva essere fatto riducendo soprattutto la spesa pubblica,
come avevamo in mente noi. È probabile che ci sia un’altra manovra. Io penso
che non sia giusto farla, ma è possibile che serva». L’ex ministro
dell’Economia non crede che fosse così urgente intervenire sulle pensioni. «ll
sistema italiano è tra i più bilanciati e stabili d’Europa. La grande questione
non è quella delle pensioni». Sui suoi compagni di partit «Mi fa effetto
vedere alcuni del Pdl che prima dicevano di no a certe cose essendo al governo
e adesso dicono di sì alle stesse cose non essendo al governo. Forse se
avessero seguito prima una linea diversa, le cose sarebbero andate
diversamente. Adesso evidentemente fanno penitenza».
• Tremonti è ancora un uomo del Pdl?
Bossi dice di no. Bossi dice che andrà con loro. Le
dichiarazioni di ieri sembrano dargli ragione, Tremonti ha attaccato il governo
esattamente come fa la Lega anche se, naturalmente, con uno stile completamente
diverso. Capiremo meglio, credo, proprio leggendo il libro.
• E Passera?
Passera non ha scritto un libro (almen non mi
risulta), ma è andato in tv lo stesso a farsi intervistare da Fabio Fazio. Le
metto insieme anche qui una piccola antologia. «Non c’è nessuna altra manovra
in arrivo. Abbiamo messo l’Italia al sicuro. C’è stato il piano di salvataggio
per bloccare l’impatto del “Grecia due”, adesso tutti i pezzi del paese devono
muoversi, giustizia, istruzione, sviluppo, tutti insieme. Dovremo fare ancora
tante cose e ci sarà bisogno di nuove risorse. Però occorrerà trovarle con altre
leve». E cioè: «la riduzione dell’evasione fiscale e dei costi dello Stato, un
utilizzo migliore dei fondi europei e di quelli confiscati alla criminalità
organizzata, la mobilitazione degli investimenti di capitale privato». Il
ministro non ha detto nulla sulle anticipazioni di alcuni giornali relative al
taglio di parecchie agevolazioni fiscali, tali da fruttare già l’anno prossimo
un risparmio di 10-15 miliardi. Ma ha detto di essersi preso un’«arrabbiatura
pazzesca» sul capitolo liberalizzazioni. «Ma non finisce qui. Sulle
liberalizzazioni torneremo». Vuole mettere in vendita le frequenze del digitale
che prima venivano regalate (significa che si sente abbastanza forte sul lato
Berlusconi, e infatti Alfano in una dichiarazione ha escluso «il voto domani»)
e conta di ricavare 120 miliardi dalla lotta all’evasione. «Questi soldi
consentiranno di fare investimenti sulla crescita e questo renderà tutto più
equo».
• Ieri la Fornero ha dato un’intervista al “Corriere
della Sera” facendo capire le sue idee a proposito della riforma del mercato
del lavoro. Discutere l’articolo 18 (quello che impedisce i licenziamenti),
contratto unico, flessibilità, eccetera, cose a cui abbiamo accennato anche
noi, pur senza intervistarla.
Il ministro ha scritto talmente tanto su queste
materie – di cui è un luminare – che non è difficile anticiparne le idee. La
Cgil ieri, prima con una dichiarazione della Camusso e poi con un lungo
ragionamento di Fulvio Fammoni, segretario confederale della Cgil ha annunciato
che renderà la vita dura al ministr dell’articolo 18 non intende parlare, il
contratto unico non gli piace, «il governo elimini piuttosto le 46 forme di
precariato esistenti», «davvero facilitare i licenziamenti aiuta ad assumere?»
eccetera.
[Giorgio Dell’Arti, La Gazzetta dello Sport 19 dicembre 2011]