La Gazzetta dello Sport, 17 dicembre 2011
Monti ha messo la fiducia e la manovra è passata alla Camera con 495 sì, 88 no (Lega e Idv) e quattro astenuti, 61 voti in meno rispetto alla fiducia dell’insediamento
Monti ha messo la fiducia e la manovra è passata alla Camera con 495 sì, 88 no (Lega e Idv) e quattro astenuti, 61 voti in meno rispetto alla fiducia dell’insediamento. Si strologa sulle assenze (ad esempio non c’erano né Tremonti, sofferente al tallone, né il tonitruante Scilipoti) ma la sostanza politica del voto è che né il Pdl né il Pd, nonostante i mugugni, si permettono di mettere a rischio l’esecutivo. Qualcuno nel Pd sostiene che l’alleanza con Di Pietro è finita per sempre, Bossi ha dato del pazzo a chi prevede che il governo tecnico durerà fino alla fine della legislatura, poi ha spiegato che i proiettili a Monti, Berlusconi, Bersani li ha mandati Napolitano. E insomma, nonostante la faccia seria del nuovo premier, la politica cammina sempre in equilibrio sul filo della farsa. Il decreto di Monti passerà ora al Senato, dove dovrebbe restare intatto ed essere varato entro il 21. Grande è l’attesa per quello che succederà dopo: Monti e la Fornero si ripromettono la riforma del mercato del lavoro, con un depotenziamento dell’articolo 18, la flessibilità, il salario generalizzato per chi non lavora eccetera eccetera. Bonanni, fuori di sé perché il premier non calcola né lui né la Camusso né gli altri, grida che vuol vedere da dove si tireranno fuori i soldi per queste riforme e pretende di negoziare su tutto. Per ora nessun ministro gli bada.
• In definitiva, che giudizio si deve dare di
questo primo atto dell’esecutivo?
Prudente. Non si deve dimenticare che il governo
aveva il compito di creare in quattro e quattr’otto una massa finanziaria da
scaraventare contro lo spread in perenne risalita. Ieri il differenziale ha
oscillato tra 441 e 469 punti, con rendimenti tra il 5,095% (i biennali) e il
6,490 (i decennali). È tanto, ma è meno di prima. Siamo rimasti tutti molto
impressionati dal fatto che ai pensionati in un primo momento non veniva più
garantita la protezione dell’inflazione, e questo ci ha fatto dimenticare che
la Fornero ha fatto passare (in 17 giorni) una riforma epocale: contributivo
per tutti, fine graduale dei privilegi e del caos, riordino delle casse private
che si annuncia molto severo, aumento dell’età pensionabile coerente con
l’allungamento della vita e lo stato di buona salute in cui ci troviamo
generalmente anche dopo i sessant’anni. Alla fine poi è stata garantita anche
la protezione dall’inflazione per l’80% degli assegni (fino a 1402 euro).
• Però sul piano delle liberalizzazioni…
È vero, qui il governo ha fatto forse male a
partire lancia in resta. Non s’è tenuto conto della forza che hanno gli
autonomi organizzati e le strutture che li rappresentano, le quali sono in
qualche modo animali a parte, che mirano innanzi tutto alla sopravvivenza
propria. E tuttavia: qualche farmaco di fascia C sarà venduto anche nei
supermercati, nonostante tutto, allargando la platea di coloro che godono dei
tre miliardi di fatturato di questo mercato, e certo a discapito dei
farmacisti. Gli ordini professionali (avvocati giornalisti eccetera) saranno
prima o poi ridotti alla loro ragione, cioè mi auguro all’inesistenza. E lo
sanno, tanto è vero che c’è la corsa a pensionarsi prima che tutta la logica
del sistema cambi. Gli edicolanti sciopereranno per tre giorni dopo Natale
perché la vendita dei giornali dovrebbe essere effettivamente liberalizzata, i
taxisti cantano vittoria ma il governo ha promesso che si occuperà di loro tra
sei mesi e non capisco perché di questo si debba dubitare (il costo dei taxi in
Italia, se confrontato con le tariffe praticate all’estero, è da rapina).
Insomma, mi pare ingeneroso chiedere a Monti di fare in un mese quello che non
è riuscito a nessun governo di qualunque colore da Fanfani in poi.
• Deve ammettere tuttavia che a questo
punto la pressione fiscale…
Tra l’Imu e l’incremento dell’Iva nel 2012 le sole
imprese turistiche del ricettivo dovranno far fronte a quasi 600 milioni di
euro di aggravi fiscali «ai quali aggiungere l’imposta di soggiorno che come
una peste sta dilagando di Comune in Comune, contribuendo a rendere purtroppo
sempre più care le nostre destinazioni» (Bernabò Bocca, presidente di
Federalberghi). Secondo Confindustria (dati di giovedì) a questo punto «la
pressione fiscale, con il taglio delle agevolazioni incluso nelle manovre,
schizzerà al 45,1% nel 2012 (dal 42,4% del 2010 e dal 42,7% di quest’anno) e
arriverà al 45,5% nel 2013». Sono più tartassati di noi solo i francesi e i
belgi, ma se si esclude dal conto il sommerso la pressione effettiva su chi
paga risulta del 54%.
• Monti dura, dopo quello che ha detto l’altro
giorno Berlusconi?
Berlusconi dava del disperato a Monti per
rincuorare i suoi. Il Pdl nei sondaggi starebbe sotto al 23%. Il Cav non vede
l’ora che si arrivi al semestre bianco (la coda della presidenza Napolitano)
quando le camere non si potranno più sciogliere.
• Bersani fa capire di voler andare al
voto.
La dichiarazione dice sol «Il nostro orizzonte è
unappuntamento elettorale».
Chiama il Pd «primo partito». Chi sa.
[Giorgio Dell’Arti, La Gazzetta dello Sport 17 dicembre 2011]