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 2011  dicembre 13 Martedì calendario

La lettera di una brigatista alla moglie di Taliercio

• In una lettera firmata, indirizzata alla moglie Gabriella, che pubblicamente ha perdonato agli assassini di suo marito, una brigatista il 18 febbraio del 1987 scrive: «... Il suo perdono (...) mi porta a pensare in un possibile riscatto di me stessa. Ciò che scrivo mi viene dettato dal cuore. Voglio renderle una parte dei momenti intimamente vissuti da suo marito. Nella nostra follia volevamo colpire il simbolo, ma il vivergli accanto, giorno dopo giorno, ora dopo ora, mi portò, inevitabilmente, alla conoscenza dell’uomo, del suo spirito estremamente delicato, dignitoso e mai arrogante. C’era nelle sue preghiere qualcosa che allora non capivo. Oggi comprendo che tutta la sua forza d’animo era intimamente legata al valore che egli dava alla preghiera. La preghiera era il suo mondo insindacabile, dove noi, con la nostra stupida razionalità, non potevamo raggiungerlo. Questa sua forza si imponeva con dolcezza, si trasformava in serenità di giudizio, anche, con noi aguzzini. Non potrò mai pensare a quei momenti senza morire ogni volta un po’. (...) Signora Taliercio, lei ha avuto tanto coraggio nel perdonare gli assassini di suo marito, la prego, accetti che una simile persona, quale io sono, le chieda umilmente perdono. Non potrò mai restituire ciò che ho rubato e perciò non mi basterà la mia intera vita a pagare un prezzo equo».