7 dicembre 2003
Tags : Le prime della Scala
Con Muti un “Mosè” quasi inarrivabile
• Un capolavoro severo capace di far pensare apre la stagione scaligera. È il Mosè del 1827, data della prima rappresentazione a Parigi, parziale rifacimento del Mosè in Egitto del 1818. Sul Corriere della Sera Paolo Isotta loda senza riserve l’interpretazione di Riccardo Muti, che «rende possibile ciò che tecnicamente parrebbe non esserlo: l’incalzare a cavallo degli Egiziani, il meraviglioso canto dei violini all’ottava che segue la tempesta, il finale che diventa un autentico poema». Il coro regala sfumature timbriche e dinamiche, precisione e intensità, colore perfetto nell’emissione delle vocali. Abdrazakof, per la sua giovane età,non ha il peso vocale dei grandi Mosè che lo hanno preceduto ma un bel timbro e una dizione francese accettabile. Sonia Ganassi ha raggiunto la perfezione da tutti i punti di vista. Filanoti è abilissimo a interpretare un ruolo che non si taglia perfettamente alle sue capacità vocali. «Con alcuni opportuni ritocchi questo Mosè andrebbe inciso, essendo un peccato mortale che un’edizione dal punto di vista musicale del capolavoro quasi inarrivabile non resti quale documento, esempio e lezione». [Paolo Isotta, Cds 9/12/2003]